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Veleni in Procura, alla ricerca della notizia desiderata: magistrati e giudici coinvolti tutti trasferiti

Le notizie che si susseguono anticipatamente sui veleni in Procura, al Vermexio e in altre zone d’ombra del Tribunale di Siracusa, sono il frutto dei desiderata dei vari gruppi contrapposti e della cronaca dei fatti non ancora compiuti. Un gioco al massacro, all’anticipo ancor prima del risultato finale. E così si alimentano ogni giorno i sogni in una corsa alle notizie contro l’avversario ormai dall’inizio degli Anni Duemila, con rancori, sospetti, veleni e indagini fai da te, che hanno alimentato polemiche, mai del tutto sopiti, e l’accapigliarsi tra i vari clan contrapposti.

Il terreno dei rapporti tra le istituzioni appare come quello di uno stadio con i tifosi delle due fazioni impazzite; ma vale la pena chiarire che chi, davanti ad indagini o avvisi di garanzia che piombano nel bel mezzo di una campagna di veleni e parla di “giustizia a orologeria”, dimentica che insiste l’obbligatorietà dell’azione penale.

Lo scontro in atto vede magistrati, giudici, avvocati, politici, affaristi, mediatori e giornalisti, tutti coinvolti in un valzer in cui si ballano le danze della guerra tra le procure di Siracusa, Messina, Roma, Palermo con il Csm chiamato a dirimere l’ingarbugliata matassa, e per non mancare niente, il coinvolgendo anche delle Commissioni Antimafia regionale e nazionale, compresi i fascicoli ombra e i depistaggi con l’intervento dei servizi segreti italiani, dove è stato coinvolto anche il governo nazionale.

I pm Giancarlo Longo e Maurizio Musco hanno chiesto di essere trasferiti dopo essere stati messi sotto accusa, mentre il capo della Procura siracusana, Francesco Paolo Giordano si trova in equilibrio per essere stato tirato in ballo per i capelli dal Csm con una richiesta di trasferimento d‘ufficio. Csm, a sua volta compulsato, dall’esposto principe, firmato dagli otto togati del Tribunale di Siracusa, e per una serie impressionante di esposti e denunce. I riferimenti a fascicoli d’inchiesta con le accuse presentate nell’ambito dei veleni al Vermexio con tanti dossier deviati, come la Clinica Villa Rizzo, l’Open Land, la discarica Cisma e dintorni, dei rapporti ravvicinati, secondo gli esposti, tra tanti personaggi di vari poteri istituzionali, organizzati per fare affari nell’ambito a ventaglio tra la Giustizia, la politica, e in mezzo i tanti milioni di euro che girano nei dintorni degli affari.

Alla fatta dei conti, tutti gli attori e i registi di questa lunga scia di veleni al palazzo di Giustizia di Siracusa, saranno fuori dai giochi al massimo tra qualche mese. I magistrati e i giudici, convolti, in un modo o nell’altro, nella storia dei veleni, allo stato attuale sono stati tutti trasferiti su loro richiesta, mentre gli ultimi rimasti attendono la disponibilità dei posti e le decisioni del Csm che si formalizzeranno subito dopo la pausa estiva. A parte quelli già trasferiti, rimangono in sospeso Maurizio Musco, ancora in bilico e in attesa di conferma del Csm; Giancarlo Longo, per il quale il Csm sta analizzando già la pratica; il procuratore Giordano, tirato in ballo per riflesso, in attesa delle decisioni del Csm; Antonio Nicastro trasferito alla Procura generale di Catania su sua richiesta; anche il pm Andrea Palmieri, figura storica in Procura, come Nicastro e altri, secondo indiscrezioni, avrebbe già presentato domanda di trasferimento a Catania. Sono comunque tutte storie, sempre dando per riconosciuta la presunzione d’innocenza degli incolpati, che ci raccontano di una realtà particolare: quella siracusana, dove serve, a lume di naso, recuperare il senso della società aperta, civile e democratica.

Concetto Alota

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