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Vinciullo – Moncada: “Il Crocifisso in aula non è discriminatorio”. Esprimiamo soddisfazione per la sentenza della Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite.

 Esporre il Crocifisso nelle scuole non è una condotta discriminatoria. Lo ha stabilito la Suprema Corta che, nella sua composizione a Sezioni Unite, con la sentenza n. 24414/2021, pubblicata il 08/09/2021, ha chiarito definitivamente che uno dei simboli del cristianesimo può rimanere nelle aule purché a volerlo sia “la comunità scolastica”, la quale può anche decidere di accompagnarlo ”con i simboli di altre confessioni presenti in classe e, in ogni caso, ricercando un ragionevole accomodamento tra eventuali posizioni difformi”. Lo comunicano Vincenzo Vinciullo e Sebastiano Moncada.Esprimiamo soddisfazione per la sentenza di cui sopra della Suprema Corte di Cassazione, ricordando che, hanno proseguito Vinciullo e Moncada, a suo tempo, avevamo raccolto migliaia di firme “in difesa del Crocifisso” attraverso la costituzione di un comitato promotore.Oggi, finalmente, hanno concluso Vinciullo e Moncada, è stato sancito, così come da noi sempre sostenuto e richiesto, che la presenza del Crocifisso in aula non può e non deve essere considerato un atto discriminatorio.

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