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Walking card, cade il reato associativo per un indagato

Si sono schiuse le porte del carcere per Giovanni Taccia, il 55enne siracusano, coinvolto nell’operazione “Walking card”, portata a termine il 5 aprile scorso dai militari della guardia di finanza con il coordinamento della Procura della Repubblica di Siracusa, attorno a un giro di carte di credito clonate e poi illecitamente utilizzate.

Difeso dall’avvocato Junio Celesti, Taccia ha ottenuto il beneficio degli arresti domiciliari dal tribunale del riesame di Catania, al quale si era rivolto per l’annullamento dell’ordinanza emessa dal gip del tribunale, Giuseppe Tripi. I giudici del riesame hanno depennato alcune ipotesi di reato a carico di Taccia, compreso quello più grave di associazione per delinquere. L’indagato aveva fatto scena muta dinanzi al gip in occasione dell’interrogatorio di garanzia. Taccia e l’altro siracusano, Luciano Di Nicola, sono considerati tra i più coinvolti nel traffico di carte di credito clonate. Secondo quanto emerso dalle indagini, portate a compimento dai finanzieri della sezione di polizia giudiziaria della Procura di Siracusa, in collaborazione con quelli della compagnia e della sezione di polizia tributaria aretusea, Di Nicola avrebbe avuto il compito di contattare le altre dieci persone coinvolte a vario titolo nell’inchiesta, e di organizzare per ognuna di loro movimenti e stabilire i compiti.

Attraverso l’utilizzo di intercettazioni ambientali e telefoniche e un servizio di osservazione oltre che di analisi di dati informatici, gli investigatori hanno potuto appurare che il ruolo di Taccia sarebbe stato quello di procacciare titolari di esercizi commerciali grazie ai quali potere utilizzare le carte clonate. Commercianti che per lo più si trovano in Nord Italia.

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