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Catania, nuovi sequestri di materiale e rifiuti al porto Rossi

Nuovi sequestri nell’area del porto turistico “Porto Rossi” a Catania. Su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania, nell’ambito di un’inchiesta penale sulla presenza di materiali di risulta e rifiuti in aree del demanio marittimo, sono stati infatti effettuati altri sequestri per complessivi circa 6.200 metri quadrati. Il fascicolo è scaturito dal rinvenimento di ingenti quantità di materiali eterogenei, tra cui inerti da demolizione e altri residui di verosimile origine edilizia, affiorati durante gli interventi di ripristino delle infrastrutture portuali danneggiate dalle eccezionali mareggiate del gennaio 2026. In una prima fase, su richiesta dell’ufficio requirente, era già stato disposto il sequestro preventivo delle aree interessate, per evitare la prosecuzione o l’aggravarsi delle conseguenze delle condotte al vaglio.

Lo scorso 12 ottobre, in esecuzione di un decreto di sequestro probatorio emesso dalla magistratura catanese e nell’ambito delle attività investigative delegate, i militari della Guardia Costiera hanno posto i sigilli a un’ulteriore porzione di territorio: un tratto della strada di accesso al porticciolo, comprensivo del manto, del sottofondo e delle relative pertinenze, per circa 1.300 metri quadrati, nonché a due ulteriori aree demaniali marittime per una superficie complessiva di circa 4.910 metri quadrati. Il provvedimento mira a conservare lo stato dei luoghi e a consentire ulteriori accertamenti tecnici sulla natura e sulla stratigrafia dei materiali presenti nel sottosuolo, anche per verificare l’eventuale impiego di materiali di risulta nella realizzazione della viabilità di accesso e delle opere portuali. Le indagini, tuttora in corso, sono orientate a ricostruire provenienza, composizione e modalità di collocazione dei materiali rinvenuti, oltre a individuare eventuali responsabilità in relazione a ipotesi di illecito ambientale.

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