Cultura

Noto, un libro sulle tesi dedicate alla città per festeggiare i 30 anni di Archeoclub

Il mese di gennaio all’insegna dell’Archeoclub sezione di Noto. Dopo le iniziative legate all’anniversario del terribile sisma del 1693 un altro momento commemorativo, i trent’anni di presenza in città, ha impegnato la Presidente, Laura Falesi, e tutti i soci. In sala Gagliardi del Palazzo Trigona di Cannicarao venerdì sera è stato proprio il momento di spegnere le trenta candeline con una nuova iniziativa editoriale; come ricordato dalla stessa Presidente, infatti, i vent’anni furono festeggiati con un libro sulle edicole votive, i “mestieri”, di Noto, quest’anno, invece, una nuova idea, messa in cantiere diversi mesi fa, ha visto la luce proprio ieri sera. “Noto nelle tesi di laurea” a cura di Orazio Di Rosa, Presidente Emerito dell’Archeoclub, e di Alberto Frasca, studioso e profondo conoscitore della Città e del territorio. Ad aprire la serata la Presidente Laura Falesi: “Da tre anni ho raccolto l’eredità culturale dei miei predecessori e nel solco del loro impegno proseguiamo con cura e dedizione nel raggiungimento degli obiettivi propri dell’Archeoclub. Massima attenzione alle attività che riguardano i siti archeologici, affiancate dallo sguardo rivolto ai più giovani per avvicinarli al loro territorio che spesso conoscono solo superficialmente”. Una sorta di bilancio prima di superare la soglia dei trent’anni ricordando soltanto una minima parte delle tante, tantissime cose, che vedono i soci netini in prima linea. La Presidente è poi entrata nel dettaglio della pubblicazione. “168 tesi di laurea quelle raccolte nel libro ma continueremo a cercare, prevedendo non solo il formato cartaceo ma anche quello digitale. Voglio ringraziare l’Amministrazione per averci supportato in questa iniziativa, ed aiutato a realizzare l’evento di stasera, nella persona del Sindaco Corrado Bonfanti, dell’Assessore Sabina Pangallo, e di Frankie Terranova. Nella stesura della pubblicazione oltre a ringraziare i due autori, vorrei ricordare il professore Fianchina, Salvatore Maiore, che hanno dato un grande aiuto per il reperimento delle tesi, la dottoressa Tiralongo e tutto il personale della Biblioteca di Noto, tutti gli autori delle tesi ( a cui è stato fatto omaggio di una copia del libro, n.d.r.) – e conclude-. Oggi per noi dell’Archeoclub è un momento di riflessione sul ruolo della cultura e della formazione, e desidero fare un appello a tutte le risorse umane della nostra città di mettersi in campo per un impegno concreto che possa contribuire a mantenere alto il livello culturale. Voglio concludere lanciando una proposta: istituire un premio Ingegnosa Urbs per stimolare i ragazzi ad investire nella propria città”. A prendere la parola è stato poi il Sindaco Corrado Bonfanti: “Oggi è principalmente la festa dell’Archeoclub, che insieme all’Isvna rappresentano il grande apporto di studio e scientificità per la conoscenza della nostra Noto. La realizzazione di questa pubblicazione testimonia l’interesse forte verso la città sotto varie sfaccettature”.

I complimenti e gli auguri anche da parte dell’Assessore alla Cultura, Sabina Pangallo: “Le celebrazioni dell’11 gennaio, in ricordo del sisma, ed oggi ci danno un’idea del cammino della nostra comunità con Archeoclub protagonista. Il volume con il quale si è voluto festeggiare il trentennale ci offre uno spaccato di quanto il nostro territorio possa essere fonte di ispirazione. Auguri all’Archeoclub per questo primo grande traguardo, foriero di molti altri ancora”. Si è entrati poi nel vivo della serata grazie alla lectio magistralis del professore Paolo Bellini, netino, dell’Università degli Studi dell’Insubria di Varese su “Immaginario collettivo, il barocco e la città di Noto”: “Intanto occorre dire che la forma d’arte del barocco è stata valorizzata solo nel XX secolo, prima era considerata una cosa mediocre – esordisce Bellini-. Il barocco nasce da due elementi il dubbio e la catastrofe (nella religione, nell’astronomia, e nasce la scienza sperimentale proprio perché si mettono in dubbio i dogmi precedenti). In questo contesto Noto è rappresentazione di qualcosa che inganna l’osservatore: la città è costruita su giochi prospettici, cioè sembra più grande di quanto non lo sia veramente. Capire il barocco ci aiuta a leggere la modernità. La Noto barocca nasce dalla catastrofe, il terremoto, e dal dubbio su dove ricostruire? Il barocco vuole stupire attraverso le sue forme, ed è ciò che fa Noto, perfettamente. Ed è in fondo quello che succede oggi con la realtà mediatica e globale. Spero sia uno spunto di riflessione e l’inizio di un dibattito sul barocco, a tal proposito vorrei annunciare che il prossimo tre febbraio si terrà una conferenza su “Theatrum et imago mundi. Figure e figuri del barocco” con il professore Antimo Cesaro, Sottosegretario del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e docente all’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, da non perdere per continuare ad approfondire questo tema”.

La presentazione del libro è stato poi affidata ai due autori, Orazio Di Rosa, Presidente per 13 anni dell’Archeoclub, predecessore di Laura Falesi e successore della Presidente Marcella Rametta. “Io vorrei innanzitutto ricordare cosa la nostra Associazione si prefigge: desiderio di conoscenza e desiderio di divulgare questa conoscenza, tutela del territorio e del paesaggio. Quando è nata la sezione di Noto era già adulta ed oggi Laura Falesi è la persona giusta al posto giusto. Sul volume non posso non affermare che quando si giunge ad una meta si deve premiare lo sforzo e la capacità di aver valorizzato un patrimonio sommerso, perché non si può costruire il futuro senza consapevolezza delle radici”. Nei dettagli della pubblicazione è poi entrato Alberto Frasca, che ha sciorinato i numeri, davvero interessanti: “168 tesi che hanno spaziato  sui luoghi, con noto antica protagonista, sui personaggi come Matteo Raeli, Mariannina Coffa, in 4 tesi dal 1945 al 2016, Giuseppe Melodia, 3 tesi, Corrado Sofia, 3 tesi. Anche io voglio ringraziare Corrado Fianchino, che è stato, tra l’altro, realatore di almeno 13 tesi. Vorrei ricordare inoltre che ci sono alcune tesi sperimentali interessanti e che diverse sono le Università dei laureandi protagonisti del libro e dove Catania con quasi 100 tesi fa la parte del leone, e poi ancora Università di Urbino, Bologna, Perugia, Firenze, Roma , Milano, Torino. E chiudo ricordando le due tesi sui caminanti redatte da Corrado Casto e Teresa Schemmari. Questo libro è un vero e proprio omaggio a Noto”. Poi come compleanno che si rispetti grande torta del trentennale e brindisi beneagurante.

Emanuela Volcan

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