. Riposto, sopralluogo dei Ris nella casa di Noemi Impellizzeri
Un telefonino azzurro è stato rinvenuto a casa di Noemi, la donna trovata impiccata a Riposto alcuni giorni fa. Il cellulare non sarebbe stato prelevato prima per motivi tecnico-scientifici. Ora il dispositivo sarà portato in laboratorio. Questo è il primo risultato dei sopralluoghi sulla scena nei luoghi da parte dei Ris. Presenti anche i vigili del Fuoco. Sul posto anche la mamma di Noemi, col marito.

L’obiettivo primario degli esperti dell’Arma è accertare con precisione scientifica la natura del rogo, individuare l’eventuale presenza di sostanze acceleranti o inneschi e chiarire le dinamiche che hanno scatenato le fiamme nella casa. Fuoco che non ha raggiunto il corpo senza vita della donna. Ad affiancare gli specialisti del Reparto investigazioni scientifiche di Messina ci saranno i militari della Sis (Sezione investigazioni scientifiche) di Catania. Il lavoro congiunto delle due unità permetterà di svolgere rilievi tridimensionali, mappature dello stato dei luoghi e una minuziosa attività di repertazione materiale. Ogni micro-traccia isolata sul posto verrà sottoposta agli esami di laboratorio nelle settimane successive.
Gli inquirenti vogliono approfondire, dopo un primo accertamento specialistico effettuato il 24 agosto scorso dal Nia, il Nucleo investigativo antincendi dei vigili del fuoco di Palermo, se l’incendio sia stato appiccato dolosamente per distruggere prove o coprire tracce collegate al decesso di Noemi.
A pesare sulle indagini ci sono anche le prime valutazioni del medico legale della famiglia di Noemi, che escluderebbero fermamente l’ipotesi dell’impiccagione volontaria, aprendo la strada a uno scenario del tutto differente.
Gli esiti dei rilievi del Ris di Messina potrebbero risultare determinanti per dare risposte concrete alla Procura e imprimere una direzione definitiva a un’inchiesta complessa con troppi punti neri.



