MAFIA ED APPALTI IN REGIONE: CHIESTE CINQUE CONDANNE A PALERMO
Mazzette in cambio di appalti pubblici nei corridoi della Regione Siciliana: la Procura di Palermo ha chiesto cinque condanne nel processo con rito abbreviato nato dalla maxi inchiesta sulle tangenti all’Assessorato alle Infrastrutture.

La pena più pesante sollecitata dai magistrati è di 8 anni e 8 mesi di reclusione per Carmelo Vetro, figlio del capomafia di Favara. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Vetro avrebbe gestito in modo occulto un’azienda per aggirare i divieti legati alle sue precedenti condanne per mafia e continuare a contrattare con la pubblica amministrazione.
Un ruolo centrale nella vicenda sarebbe stato svolto anche da alti burocrati. Per il dirigente regionale Giancarlo Teresi la richiesta è di 8 anni e 2 mesi, mentre per il funzionario Francesco Mangiapane e per gli altri intermediari coinvolti le pene invocate vanno da 5 a quasi 7 anni. Decisive per incastrare gli imputati sono state le cimici e le microtelecamere nascoste dagli agenti della Squadra Mobile e della DIA negli uffici dell’assessorato in via Leonardo da Vinci, che hanno ripreso in diretta le consegne del denaro contante per un totale di oltre 40 mila euro.



