Se te lo fossi perso

Corruzione nei lavori per l’ostello per migranti a Cassibile, emesse sette misure cautelari

Ostello per Emesse sette misure cautelari da parte del Gip di Siracusa dopo le indagini della Digos nell’ambito dell’operazione denominata Nexus. Gli indagati sono coinvolti a vario titolo in un articolato meccanismo di affidamento e gestione di lavori pubblici nel territorio siracusano. In carcere un Carabiniere, altre due persone sono ai domiciliari, mentre, nei confronti di quattro operatori economici, è stato emesso il divieto per dodici mesi di esercitare le attività imprenditoriali che consentano di presentare istanze per contributi comunitari o statali.

Le contestazioni formulate riguardano i reati di associazione per delinquere contro la Pubblica Amministrazione, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, traffico di influenze illecite, corruzione elettorale, favoreggiamento personale e rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio. Al centro della ricostruzione investigativa vi sarebbe un sistema stabile di relazioni tra una figura politico-istituzionale locale, un appartenente all’Arma, un tecnico comunale con funzioni di RUP di appalti pubblici ed un gruppo di imprenditori attivi nel settore delle costruzioni.

Gli accertamenti hanno preso le mosse, in particolare, dalla realizzazione e dal successivo ampliamento dell’Ostello per lavoratori migranti di Cassibile. L’attività d’indagine ha ricostruito le procedure riguardanti lavori, forniture, moduli abitativi e attrezzature e individua proprio nelle verifiche sulla loro esecuzione uno dei principali punti di origine degli approfondimenti investigativi.

Gli affidamenti pubblici sarebbero stati utilizzati —secondo l’ipotesi investigativa— come mezzo di compensazione del sostegno politico, di distribuzione di utilità economiche e di consolidamento di rapporti personali tra amministratori, intermediari e imprenditori.

Particolare rilievo assume la posizione del militare dell’Arma, che avrebbe sfruttato le proprie relazioni e la funzione ricoperta nella polizia giudiziaria tanto per favorire l’accesso a lavori pubblici quanto, in altre circostanze, per acquisire e divulgare informazioni investigative riservate. Tra i passaggi di maggiore rilievo dell’ordinanza figura il rinvenimento, nell’ambito delle attività investigative, di un vero e proprio “pizzino”, contenente l’elenco delle imprese considerate “amiche”, che sarebbe stato consegnato al referente politico-istituzionale in vista di successive procedure di affidamento. Le indagini avrebbero inoltre documentato ipotesi di dazioni di denaro e utilità collegate agli affidamenti. Tra le contestazioni figurano una somma rilevante di denaro destinata a figure politico-istituzionale, pagamenti periodici in favore di tecnici comunali e dazioni di denaro al militare, quale remunerazione per l’attività di procacciamento dei lavori. In un distinto episodio di traffico di influenze, l’ordinanza richiama la promessa di una percentuale prestabilita del corrispettivo di lavori pubblici, oltre ad una cifra fissa, quale compenso per l’intermediazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *