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Noto, i lavoratori ex precari chiamati a scegliere

Con 9 no e 4 si è stata respinta la mozione presentata da quattro consiglieri comunali, Bosco, Cutrali, Trombatore e Veneziano, in merito alla vicenda dei lavoratori comunali, ex precari. Ciò dopo due ore intense di dibattito tra il Sindaco e parte dei proponenti che hanno lottato strenuamente per cercare di affermare le ragioni della loro preoccupazione in merito al declassamento o al ritorno nel precariato di questi lavoratori. Come si ricorderà, infatti, poco meno di venti giorni fa con un atto deliberativo l’Amministrazione Bonfanti ha tracciato la strada. Considerato che la vicenda nelle aule del tribunale non si è conclusa il Sindaco e la sua Giunta, tutta presente in aula ieri sera, hanno proposto ai lavoratori coinvolti nel processo di stabilizzazione, partito con la precedente Amministrazione, le suddette soluzioni. Ad oggi solo in 14 hanno optato per il declassamento, piuttosto che l’attesa, mentre gli altri, presenti in un aula, hanno atteso con particolare ansia ed anche speranza questo consiglio comunale. Ma alla fine, come detto, nulla di fatto perchè il Civico Consesso ha respinto la mozione e non sono mancati mugugni e proteste, in un atmosfera globale che comunque non è mai andata fuori le righe. Se poi si vuol accennare al dibattito tra le parti, vivace, intenso e con qualche colpo basso, allora diciamo subito che dopo la lettura del verbale, relativo alla conferenza dei capi gruppo,che tra l’altro aveva bocciato l’opzione “seduta aperta”, a prendere la parola per primo è stato il consigliere Bosca “Stigmatizzo il comportamento dei miei colleghi consiglieri, soprattutto di quelli del Pd, partito notoriamente sempre vicino ed attento alle problematiche dei lavoratori”. Poi dopo aver ricapitolato i passaggi salienti della vicenda ha fatto appello all’altro lato dell’aula: “Capire che si sta sbagliando e tornare indietro, è ancora una possibilità”. Pronta la risposta del Sindaco Corrado Bonfanti, nella prima delle tante risposte date ieri sera: “Io vi dico ancora una volta che allo stato dei fatti le uniche vie percorribili sono queste. Dopo di che se qualcuno contro questo declassamento, ma comunque con la stabilizzazione nelle mani, vorrà ricorrere, io sono pronto a dirvi che non ci difenderemo. Se non è prova di responsabilità questa, non so davvero cosa possa esserlo. Stiamo lavorando sulla pianta organica in virtù di tutto questo, ma ciò che mi preme di più è salvare i posti di lavoro. Purtroppo altre sentenze ed altri Comuni ci pongono davanti amare realtà, e noi non ci vogliamo trovare in queste situazioni”. Ad intervenire era poi il consigliere Veneziano. “Vorrei ricordare che il ricorso, e dunque la sentenza, è stato fatto solo avverso ai quattro lavoratori di categoria D. Lei, signor Sindaco, con quest’atto ha dato un assist al legale del ricorrente. Perché da un canto fa ricorso alla sentenza di annullamento del processo di stabilizzazione, dall’altro firma un atto che dice il contrario.La nostra è una posizione semplice, approviamo la mozione ed aspettiamo la fine della vicenda in Tribunale”. Gli fa eco, poi, il consigliere Cutrali che rincara la dose, richiamando quei consiglieri che solo due mesi fa avevano sottoscritto l’atto di diffida verso il Sindaco: “Mi chiedo: cosa è cambiato nel frattempo? Perchè avete cambiato idea? Perchè non si è voluto il consiglio comunale aperto?”. Nessuna risposta. Dopo di che ha chiesto che le sue dichiarazioni, messe anche nero su bianco, fossero messe agli atti. Ancora scambi vivaci di opinione, tra Sindaco e i consiglieri Veneziano e Bosco, che hanno richiesto spesso l’intervento del Presidente Corrado Figura, dove l’uno continuava a ribadire l’importanza di agire nei tempi più celeri possibili ( i lavoratori non perdono un euro e lavorano chi 2 e chi 4 ore in più a settimana), gli altri invece facevano appello alla pazienza di attendere l’ultimo grado di giudizio. Al termine l’aula si esprimeva con 9 no e 4 si, in una vicenda che, comunque, non si è conclusa ieri.

Emanuela Volcan

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