Agrigento: corruzione e turbativa d’asta, indagato l’ex sindaco Miccichè
Nuova bufera giudiziaria ad Agrigento. L’ex sindaco Franco Miccichè è finito nel registro degli indagati con le accuse di corruzione e turbata libertà nella scelta del contraente.

Al centro dell’inchiesta della Procura agrigentina figurano una serie di affidamenti diretti disposti tra il dicembre del 2024 e il febbraio di quest’anno, legati in particolare all’installazione delle luminarie natalizie e ad alcuni interventi sul parcheggio pluripiano cittadino. Le indagini, nate da un esposto e coordinate dal pubblico ministero Elettra Consoli, hanno portato nei giorni scorsi a perquisizioni e sequestri di telefoni cellulari.
I provvedimenti della magistratura non hanno colpito solo l’ex primo cittadino. Nel registro degli indagati figurano infatti anche l’ex assessore al Bilancio, Patrizia Lisci, e due imprenditori locali: Salvatore Alaimo, titolare di un’azienda di impianti tecnologici, e Antonio Plescia, proprietario di un’impresa edile. Le Fiamme Gialle e gli inquirenti stanno ora passando al setaccio i dispositivi sequestrati per ricostruire i dettagli dei contratti finiti sotto la lente d’ingrandimento.
Di fronte alle accuse, l’ex sindaco Miccichè ha voluto affidare la sua reazione a una nota ufficiale, dichiarandosi totalmente sereno e fiducioso nell’operato della giustizia. “Non ho mai commesso illeciti penali in vita mia”, ha affermato l’ex primo cittadino, aggiungendo di essere pronto a offrire piena collaborazione agli investigatori non appena potrà esaminare nel dettaglio tutti gli atti dell’inchiesta per chiarire la propria posizione.


