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Balneabilità e spiagge: quella schiuma bianca dall’aspetto sinistro è del tutto innocua

Pochi giorni or sono, un post su Facebook riportava una foto che fa parte di una lunga serie con della schiuma bianca, tutte scattate dal sottoscritto nel 2003 in occasione dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Siracusa, denominata “Mare Rosso”. Ad onore del vero, mi occupai del fenomeno sulle pagine del quotidiano di Siracusa “Libertà” e chiesi lumi agli addetti ai lavori e al Nictas presso la Procura della Repubblica. Entrambi chiarirono che la schiuma si forma per la velocità e per effetto della differenza termica a contatto con l’acqua marina fredda, formando una schiuma che si trasforma nella sostanza alla fine in parte volatile che fuoriesce da uno stabilimento del petrolchimico siracusano. A prima vista sembrava un fatto sinistro, invece è il circolo chiuso del ciclo di raffreddamento degli impianti industriali. Stamane dopo circa 15 anni mi sono recato sul luogo assieme ad un esperto per constatare come stanno le cose.

Il fenomeno un paio di mesi fa ha preso d’assalto la battigia del litorale di Levante della città di Siracusa, ma anche tante altri comuni della costa italiana; la schiuma in entrambi i casi non è tossica, ed è causata da un fenomeno del tutto naturale. In quell’occasione le analisi sui campioni della schiuma, che ha fatto la sua comparsa portata a riva dalle onde e caratterizzata da voluminosi cumuli bianchi, simili a quelli prodotti da detersivi e cosmetici, sono state comunque negative; insomma, la schiuma avrebbe origine naturale e non sarebbe nociva per gli esseri viventi. A confermarlo all’epoca fu anche l’Ufficio circondariale marittimo, per il quale il fenomeno è da ricondurre a un fatto del tutto naturale.

La polemica della schiuma bianca si è estesa nei giorni scorsi anche sulla spiaggia di Marina di Priolo e Melilli, e sulla balneabilità dell’arenile creando un allarme, ma anche una serie di denunce all’autorità giudiziaria da parte del sindaco di Priolo Pippo Gianni per il procurato allarme e il danno all’immagine della località balneare, con preoccupazione da parte degli operatori dell’arenile. A comprova della sicurezza della balneabilità, l’amministrazione di Priolo Gargallo ha diffuso gli esiti delle analisi effettuate dall’Arpa, propedeutici per il rilascio della concessione dei gestori dei lidi. Condizione ostativa e senza la quale il demanio marittimo non può rilasciare la necessaria licenza demaniale per gestire un lido.

Da tempo i fenomeni eutrofici sostenuti da microalghe stanno interessando la battigia dell’intera costa dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, con concentrazioni elevate soprattutto nella parte settentrionale dell’area, direttamente investita dagli apporti del bacino nord. Ma gli esperti garantiscono che le fioriture algali e microalgali sono del tutto innocue.

Concetto Alota

 

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