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Canicattini, il museo del tempo in trasferta in America

Tenere vivo il legame con le proprie radici storiche e culturali, e rafforzare il ponte tra le due comunità, quella d’origine, Canicattini Bagni, e quella dei tanti emigrati in America, in particolare ad Hartford, capitale dello Stato del Connecticut, dove è presente una delle più numerose comunità di canicattinese che, tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900, ha scritto una delle pagine della storia dell’emigrazione negli Stati Uniti.

Un cordone ombelicale mai rescisso che continua a mantenere vive queste radici comuni, con scambi e presenze periodiche, non ultima, dopo quella dell’ottobre del 2009, lo scorso anno, sempre in occasione del Columbus Day, che ha visto ad Hartford una delegazione di amministratori e cittadini, guidata dal sindaco Paolo Amenta, incontrare i tanti canicattinesi della “Canicattinese Society”.

 

Pagine di storia, quelle legate all’emigrazione, in particolare negli Stati Uniti, ma anche in America Latina, e Australia, che rappresentano la memoria della comunità canicattinese, che in questi anni il paziente lavoro del Museo TEMPO (Museo del Tessuto, dell’Emigrazione e della Medicina Popolare) ha raccolto e ricostruito, allargandolo a tutto il fenomeno nel siracusano, per farlo conoscere alle giovani generazioni, mettendolo in rete attraverso la Rete dei Musei Siciliani dell’Emigrazione diretta dal professore Marcello Saija dell’Università di Palermo, che proprio in questi giorni a Salina, dov’era presente anche il Museo TEMPO, ha celebrato il Premilo Eoliani nel Mondo.

 

Sicilian Crossings“, “From Sicily to Connecticut – Ricerche sul fenomeno dell’emigrazione siracusana”, sono solo due delle mostre e dei momenti che il Museo TEMPO ha promosso in questi anni assieme al Comune di Canicattini Bagni, con la collaborazione del professore Marcello Saija e di Paul Pirrotta, emigrato canicattinese ad Hartford, che studia e raccoglie le testimonianze di questo viaggio verso il “sogno americano”.

 

E ad Hartford, nel Connecticut, è volato in questi giorni il Museo TEMPO con uno dei suoi giovani ricercatori, Salvatore Petruzzelli, per incontrare i canicattinesi della “Canicattinese Society”, presieduta da Salvatore Bordonaro, presenti anche il vice presidenteTony Farina, il vice segretario Michele Zocco e il tesoriere Gaetano Amenta,.

Un momento per rafforzare il legame tra le due comunità, ma anche di studio e di raccolta di documentazione per arricchire il lavoro del Museo dell’Emigrazione di Canicattini Bagni. Salvatore Petruzzelli, ha presentato ai connazionali in America, la realtà museale canicattinese con le numerose attività già svolte e quelle già in cantiere nell’ambito dell’attività all’interno della Rete dei Musei siciliani dell’Emigrazione.

Nella sede storica della “Canicattinese Society”, al 500 di Franklin Avenue, strada fino a qualche anno fa popolata da moltissimi italiani, Petruzzelli ha incontrato il presidente Sal Bordonaro ed i componenti del Consiglio di Amministrazione di una delle più numerosi “society” d’emigrati del Connecticut. A loro ha potuto illustrare le finalità per cui è nato il Museo e l’importanza della ricerca storica, punto essenziale per mantenere sempre viva la memoria e le tradizioni di una comunità.

«A noi preme moltissimo – ha detto Salvatore Petruzzelli, al presidente e agli amministratori della “Canicattinese Society” – far conoscere la nostra realtà che in pochi anni ha già raggiunto importanti traguardi e che ha l’ambizione di crescere ancora di più. I contatti con comunità come quella dei canicattinesi di Hartford sono fondamentali per il nostro lavoro di ricerca al fine di arricchire il Museo con un sempre maggior numero di testimonianze. Un lavoro che non deve cancellare la memoria storica della nostra comunità. A testimoniarlo, la presenza sempre maggiore di emigrati della terza generazione che vengono al paese natio dei nonni a ricercare le proprie origini».

Il presidente Sal Bordonaro e tutti gli amministratori della “Canicattinese Society”, dal canto loro, hanno espresso soddisfazione e apprezzamento per il lavoro che il Museo TEMPO, insieme al sindaco Paolo Amenta, da sempre sensibile e vicino alla comunità canicattinese in America, e al Comune di Canicattini Bagni, sta svolgendo per ricostruire e mantenere viva la memoria storica di un fenomeno, quale quello dell’emigrazione, che ha segnato generazione di giovani e di famiglie sino agli anni ‘60/’70.

Bordonaro ha ricordato l’ultima visita, nell’ottobre dello scorso anno, del sindaco Amenta e della delegazione della città, ad Hartford e al Columbus Day di New York, così come il messaggio inviato dal primo cittadino in occasione dell’apertura, lo scorso aprile, della Mostra dell’Emigrazione Siciliana, e la lettera di ringraziamento a tutti i canicattinesi in America, per la decisione di finanziare una fontana da collocare all’ingresso di Canicattini Bagni.

«Sono molto contento di questo incontro – ha commentato il presidente Sal Bordonaro – in quanto, nonostante il numero dei canicattinesi diminuisca inevitabilmente, la nostra amministrazione fa di tutto per rendere viva la memoria del paese che abbiamo lasciato oramai molti anni fa, ma che non possiamo mai dimenticare. Colgo questa occasione, inoltre, per salutare ed abbracciare affettuosamente il sindaco Paolo Amenta e l’Amministrazione comunale di Canicattini Bagni che lo scorso anno abbiamo avuto il piacere di avere come ospite».  L’incontro tra il Museo TEMPO e la “Canicattinese Society” si è concluso con uno scambio di doni tra cui le ultime pubblicazioni del Museo.

 

 

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