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Caso badanti, rigettato il ricorso dell’indagato

Il tribunale del riesame di Catania ha rigettato il ricorso proposto dal ristoratore siracusano Giampiero Riccioli, indagato perché ritenuto responsabile della morte di Alessandro Sabatino e Luigi Cerreto, i due badanti casertani scomparsi nel maggio 2014. Nell’udienza, l’avvocato Antonio Meduri, che difende Riccioli, ha chiesto ai giudici del riesame di annullare l’ordinanza emessa dal gip del tribunale aretuseo, Salvatore Palmeri, con cui ne ha disposto la misura cautelare in carcere.  

In quell’udienza, come si ricorderà, il sostituto procuratore generale Rosa Miriam Cantone ha illustrato ai giudici alcuni dettagli dell’autopsia, eseguita sui resti umani ritrovati sotto un terrapieno nel cortile della villa di contrada Tivoli dove i due badanti hanno accudito nel 2014, per circa due mesi, l’anziano genitore di Riccioli. Il magistrato ha confermato che dall’esame di laboratorio su quei poveri resti è stato riscontrato un foro all’altezza del cranio e frammenti di materiale metallico che potrebbero essere riconducibili a un’ogiva. Una delle due vittime era stata immobilizzata con fascette di plastica, applicate ai polsi e poi giustiziato con il classico colpo di grazia alla testa. Gli inquirenti, insomma, hanno ipotizzato uno scenario da incubo nel quale i due badanti sarebbero stati ammazzati come avveniva nei lager nazisti o nei regolamenti di conti fra mafiosi o in rapimenti con fini terroristici. Il rappresentante della pubblica accusa, all’esito dell’esame autoptico, ha chiosato: “La malvagità non ha limiti”, chiedendo la conferma della misura cautelare in carcere. La difesa di Riccioli attende adesso il deposito delle motivazioni con cui valutare se ricorrere per Cassazione. 

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