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Caso Open Land: i pm: “Si assolvano gli imputati”

I pubblici ministeri Andrea Palmieri e Tommaso Pagano hanno concluso la loro requisitoria al processo scaturito dalla vicenda cosiddetta “Open Land”, legata a presunte pressioni per il rilascio delle autorizzazioni per la costruzione del centro commerciale nell’area fieristica dell’Epipoli.
Nell’udienza del processo, che si sta celebrando con il rito abbreviato dinanzi al Gup del tribunale, Andrea Migneco, i due rappresentanti della pubblica accusa, hanno chiesto l’assoluzione per tutti gli imputati perché il fatto non sussiste.
I due Pm, in buona sostanza, hanno concluso il proprio lavoro di approfondimento del caso, ritenendo non esservi la sussistenza degli indizi di colpevolezza e nemmeno, quindi, degli elementi per l’avvio dell’azione giudiziaria a carico  dell’ingegnere Natale Borgione, nella qualità di allora dirigente dell’ufficio urbanistica del Comune di Siracusa, dell’ingegnere Vincenzo Trigilia, funzionario capo del servizio, del geometra Raffaele Gallo, tecnico istruttore, e di Emanuele Serra.
I quattro imputati (il quinto, Corrado Gianna ha scelto di essere processato con il rito ordinario anche se è probabile una richiesta in extremis per optare anch’egli per quello abbreviato) a vario titolo devono rispondere di tentata concussione ai danni dei titolari dell’impresa che chiedeva il rilascio di autorizzazioni alla costruzione del centro commerciale.
Adesso la parola passa ai legali della parte civile che il 16 dicembre prossimo proveranno a confutare le tesi dei due pm.
Toccherà, invece, alla difesa in occasione delle udienze fissate per il mese di gennaio prossimo.
Il processo scaturisce scaturisce dalla denuncia, presentata il 30 settembre 2009 presso gli uffici della Procura di Siracua, dall’amministratore unico della “Open Land srl”. In quella denuncia si faceva riferimento al fatto che, dopo avere permesso che la società il 20 aprile 2009, aveva avanzato al Comune di Siracusa la richiesta del rilascio della concessione edilizia con riferimento al progetto denominato “Centro commerciale Fiera de Sud che prevedeva la demolizione e la ricostruzione del compresso commerciale di viale Epipoli, il dirigente Borgione avrebbe avanzato, ancor prima della presentazione del progetto, richiesta di indicare lui stesso un professionista fiduciario per la progettazione e la predisposizione dei relativi elaborati.

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