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Coronavirus: la minaccia dei camionisti tra mille difficoltà e il rischio collasso della distribuzione alimentare


Nei prossimi giorni potrebbero fermarsi i camionisti italiani con le gravi conseguenze per la distruzione degli alimenti nei supermercati. Sacrifici e mal pagati. Mancano le mascherine e la sanificazione dei mezzi; gli aspetti logistici sono in crisi. Chiedono al Governo Conte un protocollo di sicurezza per la categoria con i risvolti sulla popolazione. E parte ancora un volta dalla Sicilia la protesta dei camionisti. Il Governo è stato avvisato attraverso i rappresentanti della politica siciliana che in questi giorni si stanno adoperando per trovare una soluzione incontrando i rappresentanti di categoria. La protesta è fondata su fatti e non sulle possibili strumentalizzazioni. I problemi elencati sono reali.

“Il panico da coronavirus sta bloccando il lavoro tattico e insostituibile dei camionisti che come barboni sono costretti a vivere in una continua avventura e senza un necessario piano organizzato con la Protezione Civile. Il camion come casa e giorni e giorni di odissea, disagi infiniti e danni economici elevati. Le area della logistica sono in tilt. Un danno che si somma a quelli che il settore già sta subendo per i Tir ai confini europei: quello imposto dall’Austria. Tematiche che Conftrasporto avrebbe dovuto affrontare in una conferenza stampa a Verona e che a causa delle misure precauzionali legate all’emergenza di questi giorni, è stata annullata. Manca la chiarezza. “Il governo deve capire che la stretta proclamata sulle zone rosse colpite dall’epidemia di coronavirus, corrieri e merci possono continuare a transitare: altrimenti le conseguenze sull’economia saranno disastrose”. Così il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, intervenuto a Omnibus su La7.

Antonino Marchese, nel nebuloso deserto della confusione in materia è uno dei più attivisti camionisti d’Italia, così riporta il suo pensiero sui post di Camionarilaai 2, e Agorà 2.0 MT, in cui denuncia assieme a tanti altri il richiamo alle istituzioni e all’organizzazione del Sistema Trasporti prima che tutto collassi e i supermercati restino vuoti con le drammatiche conseguenze. “Dovrebbero requisire gli autogrill al servizio degli autisti utilizzando la protezione civile invece ci lasciano fuori come impestati onore a noi che continuiamo a non farvi mancare nulla”.

Non mancano le paure e le polemiche. E ancora: “Ne usciremo più sconfitti quelli già convenienti sono più predisposti ad affrontare il disagio spero di sbagliarmi”.
“Ma sbaglio o indovino se non ci sarà unione in questa circostanza non c’è ne sarà nemmeno dopo”.
“I camionisti forse non sappiamo o non vogliamo nemmeno fare rete tiriamo fuori i @@ se ne abbiano e facciamo vedere che noi, sia ora che prima e anche dopo, come lavoriamo cosa eravamo nel passato come siamo adesso e cosa ci aspetta in futuro, sono pochi i sindacati con i @@ e li evitiamo pure”.
Nel Web le lamentele si assommano, oltre al caos insistente, sulla “mancanza della gestione del sistema satellitare che utilizza le postazioni terrestri (ripetitori di segnale Gps) e, a differenza del GPS tradizionale, riesce a coprire anche quelle zone coperte e nascoste, raggiungendo i livelli di precisione molto superiori; uno strumento efficace per il monitoraggio dei camion e la tracciabilità delle merci in tempo reale e costante, attraverso il portale UE-GNSS ed il software creati a misura di questo progetto, affidando i controlli agli enti preposti (Polizia-Dogana-Guardia di Finanza-Ufficio delle Entrate – INPS – INAIL – Motorizzazione). Si propone la strutturazione di un ente specifico per il monitoraggio dei mezzi pesanti: Agenzia per il Monitoraggio del Trasporto Terrestre”. La facilità che non esistono impedimenti tecnologici per la sua realizzazione”.

“Quali sarebbero i vantaggi”?

“Il risparmio, con riferimento ai costi riguardanti l’effettuazione di controlli su strada; risparmio su costi relativi alle cure e ricoveri ospedalieri a causa di incidenti stradali con il raggiungimento di maggiori garanzie per la sicurezza stradale; Elaborazione dei dati in tempo reale; Ripristino della legalità;
Stop all’Economia sommersa;
Certificazione di Costi d’esercizio; Applicazione delle leggi con certezza; Impedire le operazioni illegali sul nascere; Social dumping; Mercato sleale; Piattaforma per l’ottimizzazione logistica del trasporto persone su gomma”;

“Equilibrare le condizioni del mercato attuale soggetto alla supremazia delle agenzie e portali informatici per poter garantire maggiori strumenti di equità a difesa delle imprese nazionali;”

“Tracciare i contratti dei lavoratori e garantire la giusta applicazione del salario minimo. Impedire lo sfruttamento della mano d’opera (modern slavery) contratti interinali illegali e quei salari tradotti in tariffe chilometriche che incentivano gli autisti a guidare più del consentito, mettendo in grave rischio la sicurezza stradale di tutti gli utenti”;

“Frode fiscale. Il camion che sistematicamente rientra nella propria sede, non crea dumping sociale e non è la causa del mercato sleale. Il camion immatricolato in uno stato soggetto ad un regime fiscale e salario inferiore che non rientra mai nella propria sede o che svolge la maggior parte delle missioni fuori dai propri confini è la causa principale del dumping sociale, del mercato sleale, della più grande frode fiscale nella storia del trasporto. Far riemergere “l’uno” per cento di economia sommersa calcolata al 13°/o del PIL;”

“Cabotaggio. Interrompere le attività di cabotaggio illegale, oggi in crescita sul territorio nazionale del 67°/o; certificazione della filiera agroalimentare, oggi in mano alle organizzazioni mafiose”;

“La conoscenza. Conoscere in tempo reale il movimento delle merci (mittente – tipologia – quantità – destinatario – società di trasporto – conducente – in tempo reale) con la possibilità di interagire con l’intero sistema dei trasporti. Pianificazione e ottimizzazione della rete della logistica con la conseguenza di riduzione dell’inquinamento e del C02. Per conoscere i numeri: oggi attendiamo la raccolta dei dati, dei calcoli, la stesura del rapporto finale, e per fare ciò occorrono in media un anno e sei mesi. Valutando i dati di quasi due anni fa’, si imbocca inevitabilmente un percorso di scelte sbagliate”.

“Antiterrorismo, contrabbando di merci e tratta di persone. Dopo gli ultimi atti terroristici di Monte Carlo e Berlino, ci siamo resi conto che un mezzo pesante nelle mani sbagliate può diventare un arma difficile da contrastare. Il monitoraggio GNSS potrebbe ridurre tale rischio del 70°/o (fonte: Università Federico Secondo). Storicamente il camion è anche un mezzo implicato nel contrabbando internazionale delle merci, della droga, armi, sigarette, gasolio e tanto altro ancora, nonché è impiegato per il trasporto di persone, profughi e immigranti”.

“Monitoraggio dei parcheggi per camion: L’intera rete autostradale europea presenta una forte carenza di parcheggi per camion. Già dalle prime ore serali non è più possibile trovare un posto libero, spesso si improvvisa in corsie e piazzole d’emergenza, doppia fila e davanti ai distributori del carburante. Il portale GNSS non riuscirebbe a creare nuovi posti disponibili, ma certamente consentirebbe l’informazione e pianificazione, per quelle aree più bisognose e affollate. Darebbe la possibilità di sfruttare al massimo gli spazi liberi e in doppia fila, oppure in fila indiana. L’autista potrebbe conoscere la disponibilità delle prossime aree di parcheggio, cosi da poter anticipare la sosta e non correre inutili rischi”.

Conclusione. Il portale GNSS dovrebbe diventare uno strumento per l’applicazione delle leggi e regolamenti vigenti, con assoluta certezza e in tempo reale. Aiutarci nel riconoscere le criticità e intervenire con soluzioni adeguate. Un progetto che non toglie nulla a nessuno, tranne all’illegalità. Consentirà alle imprese di lavorare con serenità e sicurezza. A tutela delle imprese di trasporto e come mezzo di difesa contro lo sfruttamento degli operatori del settore. Conoscenza = Ricchezza: la conoscenza dei dati globali in tempo di un click, ci consentirebbe di correre alla pari col tempo, invece di rincorrerlo. Più legalità, più sicurezza, più rispetto per tutti”.

Insomma: Certezza. Conoscenza. Efficienza – Pianificazione. Risparmio”.

È diventato virale in queste ore lo sfogo di camionista sui Social, che raccontano l’odissea di esseri umani che devono stare tutto il giorno per strada tra autogrill, trattorie e bagni chiusi e il pericolo di infettarsi. L’assalto ai supermercati rischia di diventare un boomerang a causa dell’abbandono della categoria dei camionisti.

“È stato deciso che tutti i camionisti possono girare tranquillamente perché bisogna garantire l’approvvigionamento. E io ci devo lasciare le penne? Alle sei del pomeriggio è tutto chiuso: è due giorni che sono in giro e non ho mangiato, sono riuscito per sbaglio a fare colazione stamattina ma non vi dico quanto ci ho messo, per via delle distanze da rispettare, della paura… È tutto chiuso: io dove vado a mangiare? Dove vado a fare i miei bisogni? Dove mi lavo? In mezzo alla strada, con la bottiglia dell’acqua?”

“Stanotte ho dormito in un piazzale di un carcere, un posto squallidissimo, in mezzo al niente, ho fatto i miei bisogni dietro a un’aiuola. Adesso è quattro ore che sto aspettando di caricare. Ho chiesto di andare in bagno e mi hanno detto “assolutamente no, per il rischio di contagio”.

“Il governo dice di non assaltare i supermercati, perché tanto la merce viene approvvigionata, ma poi siamo noi camionisti a portarla, quella merce. E allora perché ci hanno abbandonato a noi stessi? Lavoro nel settore dei container e i problemi e i rischi sono evidenti. A Genova, nell’area dei terminal, adesso non ti fanno più entrare per portare i documenti. Devi stare due ore sotto l’acqua, al freddo, in attesa di consegnare a mano i documenti per prenotare lo scarico dei container. L’altro giorno eravamo ammassati in una fila di almeno cento camionisti provenienti da tutta Europa, a piedi ad aspettare il nostro turno, per sbrigare una pratica che nel 2020 andrebbe fatta on line. Su dieci camionisti, in tre avranno avuto le mascherine, uno di loro però portava una maschera di quelle che si usano per andare a sciare: ma ci rendiamo conto di quello che sta succedendo, oppure no? Il mio datore di lavoro ha provato a fare un primo ordine di mascherine per noi, ma mi dice che gli sono state requisite per metterle a disposizione della comunità: e noi chi siamo?”

A cura di Concetto Alota

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