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Dal barocco al moscato: le strade del turismo portano a Noto

Il territorio del Comune di Noto è tra i più vasti in tutta la Penisola, il quarto, per essere precisi, dopo Roma, Ravenna e Cerignola. Ma forse non tutti sanno che questo è ricco di produzioni agricole di varia natura, e di vigneti in particolare, tanto da avere ben 35 aziende vinicole. Noto, dunque, capitale del barocco, patrimonio dell’Umanità, ma anche culla delle più antiche tradizioni legate alla terra, la produzione del vino. Il prezioso succo dell’uva, il suo indotto, tutta la produzione culturale attorno ad esso, e alla fine quella convivialità che inevitabilmente si crea attorno ad un decanter, ai suoi calici, ad un rosso o ad un bianco, ad un rosè o ad moscato.
Questi e molti altri sono i motivi per cui alcune cantine decidono di organizzare degli eventi in grado di aprirsi al territorio, di incontrare appassionati o semplici visitatori attratti dalla possibilità di conoscere l’affascinante percorso che va dalla vigna alle nostre tavole. Una di questa è l’azienda Planeta, originaria di Sambuca di Sicilia e Menfi ma con cantine presenti in diversi angoli dell’Isola: Dorilli a Vittoria, Feudo di mezzo sull’Etna, e appunto Buonivini a Noto, qui l'”insediamento” avvenne nel 1999 e la prima vendemmia nel 2003. 12 ettari della vigna sono dedicati al moscato, 40 al nero d’avola, da qui entrano nel mercato (con un percorso che dura tre anni, dalla raccolta all’imbottigliamento) 150 ettolitri di passito, 250 di moscato e 1200 di  nero d’avola, il prestigioso Santa Cecilia. L’Azienda che spegne, quest’anno, la sua ventesima candelina, come detto, proprio nell’azienda Buonivini di Noto, sita nell’omonima contrada, nei fine settimana d’agosto apre le porte per vivere una serata davvero speciale. Accolti da Cristina Gionfriddo, responsabile winetour, i visitatori entrano, innanzitutto, in contatto con l’Azienda, per conoscerne storia e produzione, poi si prosegue con la degustazione di un bianco e, grazie a Gianni Matarazzo, inizia l’autentico tour sotterraneo alla scoperta della cantina invisibile. Un unicum creato per preservare le caratteristiche del territorio netino, colline dai dolci pendii, in cui si scorgono solo bassi caseggiati, come puntini in un orizzonte tutto filari. All’interno ci viene spiegato tutto il percorso dall’acino al succo, con i silos decantatori, le strategie legate al diradamento, e le peculiarità nella raccolta (per il moscato, ad esempio, si può solo raccogliere a mano). Affascinanti scoperte il cui valore sale se si pensa alla cura con cui si è ideata e realizzata, impatto ambientale zero,  e produzione d’alta qualità perchè ogni passaggio è fatto con i massimi criteri.
Finita la visita alla cantina invisibile si passa in un altro angolo della splendida vigna, arredato con massimo rispetto, come sempre, dell'”architettura” naturale dove ascoltando musica, suonata dal vivo, si sono degustate altre varietà di vino, apprezzatissimo dai presenti il Santa Cecilia, e assaggiato produzioni sempre agricole oltre all’olio, altro prodotto a chilometro zero. Insomma conoscenza, approfondita, di un’azienda, del suo modo di operare nel territorio che la ospita, e del tipo di proposte legate ad un turismo specifico. Pensate annualmente nelle cantine siciliane di Planeta si contano circa 10 mila visitatori, ben 76 mila on line. Ed a proposito di numeri, oltre a quelli già citati, ve ne sottoponiamo altri: 87 giorni di vendemmia l’anno, per raccogliere uva atta a produrre ben 26 varietà di vino che si vendono in 70 paesi al mondo. Ma più di tutto vorremmo evidenziare i 3 programmi di sostenibilità ambientale, che vengono promossi dall’Azienda da due anni a questa parte; Planeta Terra è: Passi Verdi ( pulire il panorama, energie rinnovabili, biodiversità, camminare le vigne, bioarchitettura), VIVA Sustainable Wine e SOStain. Non sfugge quest’impegno verso l’ambiente e la sua tutela, verso il territorio e le sue peculiarità. Ecco perchè nella prima delle tre serate iLive Planeta ( 9, 16 e 23 agosto), abbiamo incontrato l’Assessore alla Cultura del Comune di Noto, Cettina Raudino: “Siamo molto interessati ad avviare un dialogo ed una apertura con questo tipo di realtà imprenditoriali con cui condividiamo in pieno la visione di un territorio rispettato e preservato sotto tutti i punti di vista- dice l’Assessore Raudino – Grazie alle sue caratteristiche ed alla ricchezza della terra, tra mare e collina, il nostro è il territorio ideale per promuovere ed esaltare la vocazione agricola”.
Quindi non solo barocco e gli itinerari archeologici, ma piena consapevolezza di dover riconoscere in questo settore delle eccellenze che rafforzano l’intera immagine del territorio. Sappiamo che queste aziende tutelano l’ambiente e che solo così si è in grado poi di ottenere dei prodotti di eccellenza. Ecco, dunque, che si può costruire insieme un rapporto che  rafforzi il brand Noto e per farlo si deve creare un network della promozione del territorio, ove tutte le componenti, pubbliche e private, concorrano insieme”. Avviare il dialogo in una realtà in cui esiste già  la “Strada del vino”, per la verità, però, poco percorsa; un nuovo slancio occorrerebbe e questo potrebbe essere un primo utilissimo passo, con un itinerario conoscitivo che abbracci tutte le 35 aziende vinicole presenti a Noto.
Emanuela Volcan

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