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Festa di S. Lucia, mons. Pappalardo: “Gli attentati rivelano animo corrotto”

Una lunga processione ha caratterizzato la giornata dedicata a Santa Lucia. Alle 15.30 il simulacro della patrona ha varcato la soglia della cattedrale, preceduto dalle reliquie della patrona. Poco dopo, l’arcivescovo di Siracusa, mons. Salvatore Pappalardo, si è affacciato al balcone per lanciare il consueto messaggio ai fedeli, in tanti ieri accalcati in piazza Duomo. “Lucia deve essere per il popolo siracusano un modello di vita – ha detto il presule – la grave crisi economica segna negativamente la vita di molte persone. Tante famiglie vivono in uno stato di povertà a causa della mancanza di lavoro e sempre più numerose bussano alla porta delle parrocchie”.

L’arcovescovo ha fatto cenno anche ai recenti attentati dinamitardi e incendiari che hanno scosso l’opinione pubblica siracusana. “Sono atti – ha detto mons. Pappalardo –  che rivelano un animo corrotto. Allo stesso tempo scopriamo il volto della città che lotta per la legalità. Per superare i problemi occorre uno sforzo corale superando ogni bandiera ideologica”.

In mattinata si è celebrata in cattedrale la pastorale, presieduta da mons. Francesco Cacucci, arcivescovo di Bari e Bitonto, il quale ha toccato il tema della povertà e degli ultimi. Tra le autorità anche il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci: “Ho voluto rendere omaggio alla patrona di Siracusa – ha detto Musumeci – è stata l’occasione per incontrare l’arcivescovo Pappalardo, a cui mi legano antichi vincoli di amicizia. Purtroppo  gli ultimi in Sicilia sono tanti così come il 40% della popolazione vive in povertà. Abbiamo il dovere di ricordare anche chi non si sente tutelato”.

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