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Il Cav. Paolo D’Orio ricorda l’incidente di Vermicino

La Storia

Il Cavaliere della Repubblica Paolo D’Orio, avvocato e scrittore, ricorda l’incidente di Vermicino.Sono passati quarant’anni dall’incidente di Vermicino quando nella piccola frazione di campagna vicino Frascati cadde in un pozzo un bambino di 6 anni: Alfredo Rampi per tutta Italia divenne affettuosamente Alfredino e fu di tutti gli italiani il figlio. Una diretta televisiva voleva documentare un salvataggio ma finì a “un reality-show terrificante” come ricorda il giornalista Piero Badaloni. Accorsero da Roma i Vigili del Fuoco ma la tavoletta che legarono a una corda perché il bambino si aggrappasse e venisse fuori dall’imboccatura si incastrò intasando il condotto. Diversi i tentativi di salvarlo e onore al merito a Isidoro Mirabella (siciliano), Tullio Bernabei, Angelo Licheri e Donato Caruso. Venne fatto un pozzo parallelo ma le trivellazioni causarono lo scivolamento ulteriore del bambino e il 13 giugno 1981 Alfredino morì dopo tre giorni di agonia intrappolato 60 metri sottoterra. Unica nota positiva della tragedia – conclude il Cav. D’Orio – è che Sandro Pertini, Presidente della Repubblica che il 12 giugno volle giungere a Vermicino, dopo alcuni mesi telefonò alla mamma del bambino per informarla di avere deciso promuovere un organismo preposto a coordinare le amministrazioni in ogni misura di soccorso e assistenza pei casi di gravi calamità: nacque così la Protezione Civile, oggi fiore all’occhiello nella Repubblica.

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