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Il ricordo di Concetto Lo Bello a trent’anni dalla sua scomparsa.

Sono trascorsi 30 anni dalla scomparsa di Concetto Lo Bello, l’arbitro per antonomasia. Nato a Siracusa il 13 maggio 1924, a 20 anni inizia la sua carriera nel mondo dello sport. Prima come arbitro di pallanuoto, poi, nel 1958, diventa arbitro internazionale di calcio, esordendo al Cairo, nella partita tra Egitto e Germania Ovest.
E’ lui a detenere il record, ancora imbattuto, del maggior numero di match arbitrati in Serie A. Sono 328. Nel 1963 ha ricevuto il prestigioso premio Giovanni Mauro, riconoscimento assegnato al miglior arbitro della stagione.
Nel 1972 si candida alla Camera dei Deputati, con la Democrazia Cristiana, vince e va a Montecitorio, dove ottiene la riconferma per tre legislature.
Il 29 maggio del 1974, a 50 anni, arbitra l’ultima partita. E la finale di Coppa Uefa tra Feyernoord e Tottenham. E’ il suo addio al calcio, ma non allo sport. Una passione per l’arbitraggio trasmessa al figlio Rosario.
Due anni dopo e fino alla sua morte, Lo Bello dirige la Federazione Italiana Giuoco Handball. Sempre nel 1976, anche se per qualche mese, da sindaco guida Siracusa.
“Un personaggio imitato da tutti, per il suo stile della corsa e per la sua correttezza”. Il ricordo di Elio Gervasi, per 14 anni guardalinee in Serie A, che continua “Molti andavano allo stadio per vedere, oltre alla partita, l’arbitraggio di Concetto Lo Bello. E’ stato il migliore arbitro al mondo – dice – per la sua personalità, per il suo carisma. Si imponeva su tutti. Difficilmente un giocatore protestava con lui”.

Francesco Aloi

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