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Il sindaco Italia: “Gestione Amp a società qualificata”

Il commissariamento della provincia di Siracusa e il suo successivo dissesto hanno indotto il ministero dell’ambiente ad esprimere forti perplessità sulla prosecuzione delle attività dell’AMP che, di fatto, a seguito della riduzione del personale dell’ex provincia e del mancato contributo alla gestione, rischiava il commissariamento.

È stato, quindi, proprio il ministero, già dal 2015 a chiedere all’amp di individuare un nuovo partner che ne consentisse il rilancio. Dopo altri tentativi non andati a buon fine, l’area marina protetta, in un continuo e costante rapporto di interlocuzione col ministero che dura ormai da due anni, ha individuato come partner la Stazione Zoologica Anton Dohrn.

Si tratta di uno dei più antichi, importanti enti pubblici di ricerca e formazione nella biologia marina, sotto il controllo del MIUR e della Corte dei conti.

Non si occupa solo della biologia marina del golfo di Napoli, ma di larga parte del mar Mediterraneo di cui, anche il mare nostrum fa parte. “Non penso – dice il sindaco Italia – di far torto ad alcuno dicendo che nessun ente siciliano ha profili assimilabili a quello della Stazione Anton Dorhn.

Ecco perché, L’ ISPRA, l’università di Messina, il comune di Milazzo e la stessa regione siciliana, solo per citare alcuni in Sicilia, stringono convenzioni e intrecciano rapporti con il suddetto istituto.

Le condizioni di ingresso del nuovo consorziato, che prevedono un contributo di 50.000 euro una tantum, di 15.000 euro annuì più un ricercatore presso l’amp, non sono state decise né proposte dal sindaco ma individuate dall’Amp attraverso successive riunioni e frequenti carteggi svoltisi nella più assoluta trasparenza insieme ai dirigenti e funzionari del ministero dell’ambiente.

Il sindaco Italia, quindi, sottolinea che “non ho parenti, amici, cugini, colleghi, pronipoti e nemmeno conoscenti presso la Stazione Zoologica, né tantomeno società da creare o fornitori da finanziare attraverso l’AMP. Nessun “colpo di mano” o “svendita” ma il tentativo di sottrarre l’area marina ad un destino di commissariamento o di stretta sopravvivenza  che, se pur può apparire come la migliore prospettiva per qualche ghiotto predatore dei nostri mari, solo una partnership specializzata, prestigiosa e internazionale sono in grado di garantire”.

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