Inchiesta NEXUS, scintille politica siracusana
E adesso la parola passa agli altri 18 consiglieri comunali. Ne servirebbero almeno sei per approvare la mozione di sfiducia rivolta al sindaco Italia firmata e formalizzata dai gruppi consiliari di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Partito Democratico e da tre componenti del gruppo misto per un totale di 14 sottoscrittori.

Un numero di firmatari già di per sé superiore al limite previsto dalla legge, ne occorrevano 12. Partendo da questa base di 14 l’eventuale adesione al voto di solo altri tre consiglieri, pur senza arrivare alla sfiducia, farebbe venire meno i numeri della maggioranza in consiglio assestando indubbiamente un forte scossone agli equilibri generali e al seguito della consiliatura.
Ed è evidentemente anche questo uno degli obiettivi secondari dell’opposizione.
Intanto le cronache politiche di quest’ultimo weekend registrano come le onde sismiche provocate dal terremoto giudiziario con epicentro a Palazzo Vermexio si stiano estendendo fino a lambire alcuni comuni della Provincia. Il botta e risposta tra Fratelli d’Italia e Grande Sicilia, rispettivamente tra Cannata e Vinciullo, ha acceso antichi dissapori. Il deputato nazionale di FDI ha richiamato un atto di coerenza del centrodestra sollecitando Grande Sicilia in merito al pronunciamento sulla sfiducia al sindaco Italia. Vinciullo, dal canto suo, ha restituito la frecciatina ricordando la situazione di Avola, dove il centrodestra è da 15 anni all’opposizione e dove, ha detto, non si intravedono segnali concreti di apertura nei confronti dei partiti e movimenti che ne fanno parte.
Altre scintille ancora sono scoppiate tra il sindaco di Melilli, leader di Grande Sicilia, e i sindaci di Floridia e Solarino, rispettivamente Carianni e Spada, per l’utilizzo dei fondi Aerca. All’assemblea regionale i due deputati siracusani sono stati protagonisti di un acceso confronto verbale sul tema.
Alcuni osservatori, inoltre, hanno fatto rilevare come nella seduta consiliare di giovedi scorso a Siracusa nessun componente della maggioranza abbia preso la parola per manifestare solidarietà al sindaco, né a favore, né contro. L’assemblea è stata praticamente monopolizzata dagli interventi dell’opposizione. Un silenzio, tranne alcune sparute eccezioni, che appare come una situazione di standby dove si resta in attesa di conoscere i progetti di Italia sul futuro del governo cittadino prima di qualsiasi decisione. C’è da assegnare quasi tutte le deleghe assessoriali e ricoprire il ruolo della vicepresidenza del consiglio. Una mole consistente di caselle che se collocate opportunamente potranno aiutare il sindaco Italia a ricostruire nuovi equilibri, il quale da amministratore di lungo corso e dalle spalle larghe, parole sue, farà di tutto per soppesare ogni singola assegnazione.
In questa delicata situazione che si muove nell’intorno di 3-6 voti, i riflettori si sono accesi sulla posizione dei due consiglieri del gruppo Insieme, i quali, stando alle ultime dichiarazioni in aula avrebbero preso le distanze dall’opposizione che per qualche periodo avevano apertamente appoggiato, avanzando alcuni distinguo. Il capogruppo Scimonelli ha infatti sentito il dovere di intervenire pubblicamente spiegando il motivo del proprio silenzio dettato da una posizione assolutamente garantista e sostenendo perciò di non approvare i contenuti del documento di censura presentato dai consiglieri di minoranza.
Tuttavia il futuro politico di Italia, apparentemente nebuloso in questa fase, difficilmente registrerà incrinature almeno fino a quando potrà contare sul grande sostegno di Grande Sicilia, che non è solo un gioco di parole visti i numeri in consiglio.


