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Indagini e depistaggi: il caso del centro commerciale

Se la genesi dell’inchiesta muove i passi dall’esposto degli 8 magistrati, un capitolo cruciale sembra essere rappresentato dalla realizzazione del centro commerciale ad Epipoli. Nella sua corposa ordinanza, il gip del tribunale di Messina, Maria Vermiglio, ricostruisce i passaggi salenti della vicenda, a cominciare dal 20 aprile 2009 quando la società Open Land ha presentato al Comune un progetto per ottenere il rilascio del permesso di costruire il complesso. Dopo il diniego dell’ing. Borgione nel settembre 2009, la ditta dava comunicazione dell’inizio dei lavori, ritenendo formato il silenzio assenso sull’istanza. L’ing. Borgione, indagato per tentata concussione, è stato sostituito dall’ing. Mauro Calafiore, che il 30 ottobre 2010 ha annullato in autotutela il provvedimento di diniego, ritenendo il progetto conforme alle norme urbanistiche e rilasciando il 16 settembre 2011 la concessione edilizia. L’atto di autotutela ha incoraggiato la ditta a intraprendere la strada del risarcimento dei danni per il ritardo nel rilascio della concessione edilizia. Il resto è cronaca dei giorni nostri.

Il gip Vermiglio, invece, approfondisce alcune vicende penali legate al centro commerciale. Il pm Longo, nel procedimento aperto nei confronti della rappresentante legale della ditta Emmea, accusata d’inosservanza dei provvedimenti dell’autorità, nella fase delle indagini avrebbe conferito incarichi di consulenza all’ing. Mauro Verace, “finalizzati alla formazione di elaborati ideologicamente falsi e tesi a favorire l’impresa”; un altro procedimento per “artatamente costituire apparenti elementi indiziari a carico dell’ing. Fortunato (dirigente del comune di Siracusa) e dell’avv. D’Alessandro” assegnato al pm Longo “dopo che l’ufficio speciale, istituito dal Comune di Siracusa allo scopo di provvedere alla quantificazione del danno da risarcire all’Open Land srl, aveva assunto la determina 54/13 con cui si affermava che nulla era dovuto a titolo di risarcimento dei danni”. Il pm Longo faceva integrare la denuncia con una precedente della Emmea acquisendo copia di una consulenza tecnica redatta da Mauro Verace, disponendo la conclusione delle indagini per i due professionisti poi assolti.

Il gip relaziona anche sull’autoassegnazione del pm Longo di un procedimento a carico della proprietà della ditta, inserendo “i verbali di assunzione informazioni apparentemente rilasciate da Salvatore Pace e Giuseppe Cirasa costituenti, in realtà, documenti materialmente e ideologicamente falsi; ciò all’esclusivo scopo di confutare il contenuto della relazione di servizio  redatta dal pm Lucignani in data 18 maggio 2016 e indirizzata al Procuratore di Siracusa (relazione nella quale si evidenziava la presenza di profili di incompatibilità sostanziale del dott. Pace a svolgere il ruolo di Ctu nell’ambito del procedimento sorto dinanzi al Cga su ricorso di Open Land nei confronti del Comune di Siracusa). L’obiettivo, secondo quanto scrive il gip era quello “di scongiurare la trasmissione al Cga e alla Procura di Palermo delle informazioni acquisite dal dott. Lucignani concernenti la predetta incompatibilità”.

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