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Inquinamento ambientale e dintorni: blitz della Guardia di finanza, Nictas e Arpa all’Ias di Priolo

 

Come riporta il quotidiano “La Sicilia” di oggi ci sarebbero inquinamento e gare d’appalto nel mirino del blitz operato ieri mattina dalla Guardia di finanza, Nictas e Arpa al depuratore consortile di Priolo, gestito dall’Ias. Su disposizione della procura aretusea, infatti, gli investigatori hanno acquisito documentazione da riversare nei diversi fascicoli d’indagine già aperti mesi or sono nell’ambito della maxi inchiesta sull’inquinamento industriale della Procura di Siracusa con l’ipotesi di inquinamento ambientale e i possibili sviluppi sulle eventuali responsabilità. Le indagini durano da parecchi mesi, mentre la “visita” delle forze dell’ordine sarebbe legata a fatti connessi all’inquinamento ma anche a gare d’appalto e i dintorni.

La magistratura siracusana intende accertare se gli impianti di raffinazione del petrolio e della depurazione dei reflui industriali e civili nella casistica generale possano essere considerati fonti di esposizione a inquinanti ambientali dannosi per la vita degli esseri umani. La domanda che si pongono gli inquirenti è se lavorazione del petrolio e dei suoi derivati possa comportare rischi per la salute di coloro che siano esposti agli effetti dei prodotti finali come gas combustibili, zolfo, gpl, benzine, gasoli, oli combustibili, bitumi e altri prodotti intermedi nei vari cicli tecnologici e di distillazione, cracking, reforming; ed ancora, alle sostanze utilizzate in tali cicli o aggiunte ai prodotti finali e infine alle sostanze di scarto raccolte come rifiuti o emesse nell’ambiente, compreso i reflui industriali e fognari trattati nei depuratori. Sulla scrivania degli inquirenti ci sono anche gli studi tossicologici sulle sostanze a cui i lavoratori del settore possano essere esposti; studi basati sia su sperimentazioni animali che sui risultati di approfondimenti epidemiologici effettuati su operatori potenzialmente esposti a olio crudo e ai componenti volatili. Tutte queste sostanze sono giocoforza presenti negli impianti dell’Ias in cui vengono convogliati i reflui della produzione industriale. Ed è su questo ed altri aspetti che la Procura intende fare chiarezza.

Sempre dalla redazione del quotidiano “La Sicilia” domani in edicola è stato annunciato l’approfondimento delle diverse tematiche in ebollizione che riguardano i depuratori e i dintorni con riflessi, oltre che di natura giudiziaria, anche d’ordine politico.

C.A.

 

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