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La storia degli alberi capitozzati all’ospedale Rizza arriva in Procura

Quindici pini giganti abbattuti e un centinaio di altri alberi (prevalentemente Ficus nitida) irrimediabilmente danneggiati all’interno del Parco dell’Ospedale “A. Rizza” di Siracusa. È questo il bilancio dell’intervento, fatto eseguire lo scorso novembre dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Siracusa, che ha spinto l’associazione Natura Sicula a denunciare l’episodio alla Procura della Repubblica presso il Tribunale aretuseo.

I lavori di abbattimento e capitozzatura, impropriamente definiti di “messa in sicurezza”, sono stati realizzati in assenza di espressa autorizzazione della Soprintendenza di Siracusa. Un’autorizzazione che l’ASP avrebbe dovuto obbligatoriamente ottenere in via preventiva, trattandosi di un intervento compiuto all’interno di un’area d’interesse storico e artistico (dunque di un “bene culturale” ai sensi dell’art. 10 comma 1 del d.lgs. 42/2004) e per di più a danno di essenze arboree da considerarsi “alberi monumentali”, proprio perché inseriti in un complesso architettonico del 1933 d’importanza storica e culturale, nonché in virtù del loro pregio paesaggistico e naturalistico (art. 7 della L. 10/2013).

A supporto degli interventi di manutenzione del verde, l’ASP non ha incaricato un agronomo di sua fiducia ma ha fatto riferimento alla perizia tecnica dell’agronomo della Sicilverde, la ditta di Aci S. Antonio che ha eseguito i lavori per 50 mila euro circa. Gli abbattimenti e le capitozzature quindi sono state predisposte da un soggetto con evidente conflitto di interesse, in quanto retribuito dalla stessa società che mira a eseguire i lavori col minor sforzo e in tempi rapidi, per ottenere il massimo profitto.

I lavori sarebbero stati eseguiti per tutelare la pubblica incolumità, per mettere il sito in sicurezza. Discutibile. In primis perché le capitozzature sono state eseguite anche ad alberi la cui chioma non si proiettava su nessun viale. In secundis perché le capitozzature, con i grandi tagli alle branche, esporranno gli alberi a scottature solari e all’attacco di funghi cariogeni che divoreranno le fibre e causeranno marciumi e cavità, rendendo gli alberi più fragili e facili a spezzarsi. I polloni che si formeranno alla base dal tronco mozzato saranno dei segni di vita solo apparenti. In realtà saranno il sintomo di uno stress energetico. Infatti, anche se le radici potranno continuare ad assorbire dal terreno l’acqua e gli elementi nutritivi, gli alberi privi di chioma non potranno produrre (in assenza di apparato fogliare quindi di fotosintesi) l’energia di cui hanno bisogno. Tutti gli alberi che non ce la faranno a superare queste crisi moriranno un po’ per volta, creando gli stessi problemi di sicurezza per cui erano stati capitozzati.

La capitozzatura è una pratica dannosa, una scorciatoia per sbrigarsi prima e guadagnare di più, un modo semplice ed economico di potare. Chi ha un minimo di coscienza ecologica sa che gli alberi andrebbero potati poco e spesso, piuttosto che troppo e di rado.

A valutare la rilevanza penale di questi fatti sarà adesso la Procura di Siracusa, destinataria di una dettagliata denuncia presentata da Natura Sicula. Tuttavia, al di là degli esiti dell’indagine

giudiziaria, resta evidente e indiscutibile il danno ecologico e culturale inferto a uno degli ultimi polmoni verdi della città di Siracusa.

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