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L’Arcivescovo: “Le lacrime della Madre segno della Divina Misericordia”

“Il linguaggio silenzioso delle lacrime di Maria continua ancora oggi a parlare al mondo intero, a risuonare nella Chiesa e a scuotere le nostre coscienze di uomini e di credenti”. Inizia così il messaggio che l’Arcivescovo, mons. Salvatore Pappalardo, ha scritto per il 62. anniversario della Lacrimazione di Maria a Siracusa. Dal 29 agosto al 1 settembre si ricorderà il prodigio del 1953, quando un quadretto di gesso, raffigurante il cuore immacolato di Maria, posto come capezzale di un letto matrimoniale, nella casa di una giovane coppia di sposi, Angelo Iannuso e Antonina Giusto, in via degli Orti di S. Giorgio ha versato lacrime umane.

Sabato 29 agosto, primo giorno della Lacrimazione, sarà mons. Guy André Marie De Kerimel, vescovo di Grenoble-Vienne, a presiedere la solenne celebrazione. Domenica 30 mons. Nunzio Galantino, Segretario Generale della C.E.I.; lunedì 31 mons. Vito Angiuli, Vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca, ed infine sarà il Cardinale Lorenzo Baldisseri, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, a presiedere la solenne celebrazione eucaristica di martedì 1 settembre, ultimo giorno. I festeggiamenti inizieranno domenica 23 con la celebrazione della benedizione del cotone.

Qui di seguito, il messaggio scritto per la celebrazione, da monsignor Salvatore Pappalardo, arcivescovo di Siracusa.

Fratelli e sorelle,

il linguaggio silenzioso delle lacrime di Maria continua ancora oggi a parlare al mondo intero, a risuonare nella Chiesa e a scuotere le nostre coscienze di uomini e di credenti: il messaggio di speranza, in esse contenuto e da queste reso manifesto, vibra di una sconvolgente e coinvolgente attualità. Il tesoro del Vangelo e gli eventi della storia si riverberano sul fluire del pianto della Vergine Madre, consegnandoci significati antichi e sempre nuovi. Così, alla luce delle parole che di Maria i vangeli custodiscono e spronati dal sorprendente invito di papa Francesco a vivere il prossimo anno come un giubileo straordinario dedicato alla Divina Misericordia, dopo 62 anni rileggiamo l’evento della lacrimazione come la dichiarazione gioiosa di Maria di una consolante ed essenziale verità di fede: «Dio si ricorda della sua misericordia, per sempre!» (Lc 1,54-55). È questo il grido di fiducia e stupore con il quale Maria termina il suo cantico di lode, il Magnificat: Dio non dimentica il suo nome e la sua missione e per tutte le generazioni continuerà ad usare misericordia verso coloro che in Lui confidano, perché «Dio è amore» (1Gv 4,8). Le lacrime di Maria diventano così per noi accorato appello a non dimenticare che Dio è Misericordia e che questa compiutamente viene svelata dal volto di Gesù Cristo. Maria, Madre di Gesù e Madre nostra, piange e siamo persuasi che le sue lacrime «sono segno eloquente della Divina Misericordia», come ebbe a dire san Giovanni Paolo II a Castel Gandolfo domenica 25 agosto 2002, mentre salutava l’amata Chiesa di Siracusa che apriva allora il 50° anniversario della lacrimazione della Madonnina.

Sì, Maria piange lacrime che hanno il sapore biblico della misericordia! La nostra Arcidiocesi vorrà così vivere e invitare ogni pellegrino che giungerà entro le mura accoglienti del Santuario a celebrare l’anno della misericordia lasciandosi attrarre e condurre dalle lacrime materne di Maria. Queste, mentre si mescolano alle tante versate dalle donne e dagli uomini, «sciolgano la durezza dei cuori e riconducano tutti sulla via del bene». Questa espressione, pronunciata da papa Francesco lo scorso 21 marzo durante la sua visita pastorale a Napoli, apre la strada per un vero pellegrinaggio dentro di sé, verso l’interiorità del cuore, e fuori di sé, verso la testimonianza delle opere di misericordia.

Del programma del 62° anniversario in Santuario consentitemi solamente di rendervi partecipi della gioia per la visita e per la presidenza eucaristica, che chiuderà solennemente le celebrazioni, di Sua Eminenza il Signor Cardinale Lorenzo Baldisseri, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, il prossimo dei quali, sul tema della famiglia, si celebrerà nel mese di ottobre in Vaticano. La sua significativa presenza in mezzo a noi ben si colloca sulla linea di lettura del segno delle lacrime di Maria versate nel cuore di una famiglia: siamo certi che le sue parole saranno per la nostra comunità e per le nostre famiglie un incoraggiamento a diventare «luoghi di comunione e cenacoli di preghiera, autentiche scuole del Vangelo e piccole Chiese domestiche» (papa Francesco, Preghiera per il Sinodo sulla Famiglia).

In attesa di vivere insieme l’inizio di un nuovo tempo di grazia impartisco di cuore la mia benedizione, augurandoVi di ricevere ogni bene da Dio Padre «ricco di misericordia» (Ef 2,4).

+ Salvatore Pappalardo

Arcivescovo

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