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L’ex convento di sant’Antonio a Noto aprirà con nuove sezioni museali

Noto capitale mondiale del barocco, Noto come apoteosi di questo stile dominante del XVII secolo e di cui fu ultimo suggello per i noti fatti susseguenti il terribile terremoto del 1693. Noto, dunque, come testimonianza di un movimento culturale che ha nell’architettura la massima espressione ma che non declina solo questa forma, anzi. Uno spazio, dunque, in Città dove poter incamerare elementi tipici di questo stile, sotto tante delle sue forme, per proporli ai turisti ma non solo, sembra quasi un’esigenza. Tutto questo sorgerà nell’ex Convento di Sant’Antonio ma occorre fare dei distinguo e soprattutto capire come si strutturerà la proposta. Così abbiamo parlato innanzitutto con la Direttrice della Galleria Regionale Bellomo, che ha sede a Siracusa, dottoressa Giovanna Susan: “Questa struttura, transitata dal Demanio dello Stato a quello Regionale, fu suddivisa, nel 2010, tra la nostra Galleria, la Soprintendenza e il Comune di Noto; noi abbiamo l’intero primo piano, la zona dove c’ è la Chiesa, e parte del piano terra dove altre porzioni sono invece di pertinenza, come detto, della Soprintendenza e del Comune di Noto. L’intero edificio, tranne delle parti dei due piani ancora chiusi ma già inseriti nel programma dei finanziamenti Europei 2013-2020, è stato ristrutturato dalla Regione Siciliana con il suo Assessorato ai Beni Culturali grazie sempre a finanziamenti europei. Detto questo, volgiamo lo sguardo al futuro perché siamo pronti ad aprire gli spazi, quelli di nostra competenza, dove, di fatto, avremo una sezione staccata a Noto della Galleria Bellomo, per attività culturali di vario genere. Il primo progetto si chiama “Suggestioni Berocche nell’arte contemporanea” che prevede una serie di eventi aperti ovviamente alla Città, e che nello specifico sta curando l’architetto Cancemi. Faccio un inciso, con la Legge 17 del ’91 si istituirono dei piccoli musei periferici e alla Galleria Bellomo erano state indicati due musei quello del barocco, a Noto, e quello naturalistico a Pantalica, ma nella pratica le disposizioni di legge furono disattese, sebbene di fatto la Galleria Bellomo avesse già il “contenitore” e con un progetto finanziato dal Pof Fers Sicilia 2006 ebbe anche l’allestimento museale e multimediale con saletta. A questo lavorarono gli architetti Salvatore Cancemi e Fulvia Greco, progettazione, le dottoressa Rita Insolia , Giuseppina Coniglioe Carmela Vella, mio predecessore all’incarico di Direttrice della Galleria, dove sono arrivata nel 2013. Torniamo al presente, anzi al futuro – conclude la Direttrice Susan-. Tra la fine di maggio e l’inizio di giugno apriremo le porte dell’ex Convento di Sant’Antonio con questo primo progetto che vedrà una mostra di abiti restaurati di proprietà della galleria, risalenti al XVII secolo, e grazie all’intervento dell’atelier della nota stilista siciliana Marella Ferrera, che ha un autentico museo di creazioni artistiche, ci sarà una sfilata. Nella saletta multimediale verrà allestito un plastico della Città di Noto con dietro un grande schermo dove verranno proiettate immagini ed informazioni sulla Città, che si potranno scegliere cliccando nei punti rappresentati dal plastico; documenti continuamente implementabili da nuovi. Ci sarà anche un totem multimediale, anch’esso implementabile e, fatto molto importante a mio avviso, la realizzazione di una biblioteca che possa essere luogo di incontro e di studio per le scolaresche, e non solo, in visita. Insomma sarà una sezione staccata della nostra Galleria, con attenzione al territorio e soprattutto la nostra presenza sarà sempre in confronto con Soprintendenza e Comune per lavorare insieme. E questo lo abbiamo anche messo su carta, lo scorso 6 novembre, con un protocollo d’intesa per avere massima sinergia con gli altri Enti (Soprintendenza e Comune di Noto) nella gestione dell’immobile”. E sin qui quanto di pertinenza della Galleria Regionale Bellomo, andando nello specifico dei locali di pertinenza del Comune di Noto, sin dall’avvento a Palazzo Ducezio del Sindaco Corrado Bonfanti si sono volute riprendere le fila dell’idea “museo del barocco” che ben si sposa con tutta la progettualità della sua Amministrazione, volta al completo recupero e fruizione dei siti storici della Città: “È un progetto su cui punto moltissimo -afferma il Primo cittadino Corrado Bonfanti-. Permetterà una fruizione consapevole anche della parte alta della nostra Città”. E il motore si è riacceso pian piano, prima con dei momenti espositivi, leggasi come mostre ed eventi saltuari, che sono ben diversi dal concetto di Museo vero e proprio. Concetto e progetto a cui, invece, si giunge oggi e di cui tutti debbono gioire perchè è arricchimento per la Città che si riappropria di una storia che è solo sua e che potrà, finalmente, mostrare al mondo in maniera totale. L’ex Convento Sant’Antonio ed ex Caserma Cassonello, avrà, dunque,  in una sua porzione il Museo del Barocco, e ciò avverrà entro il 2015. I locali già pronti verranno arredati e riempiti di contenuti e questo perchè già in autunno l’attuale Amministrazione ha ripreso il progetto, ricominciato a dialogare con la Soprintendenza, con cui, come detto, divide parte del piano terra,  e con l’Associazione Culturale Corteo Barocco, di cui, tra l’altro è socia. Sino a giungere all’ultimo atto ovvero la delibera con cui si è deciso di coinvolgere l’Università di Catania, affidando la direzione all’ingegnere Corrado Fianchino, per l’allestimento di tutti gli spazi espositivi. I costumi, la storia delle famiglie nobiliari, i documenti, preziosissimi, originali del ‘700, i proclami, gli atti, filmati, gigantografie e tutto quanto sia percorso a ritroso nel tempo e illustrazione delle peculiarità del Barocco netino, non per nulla inserito nell’Heritage List, non per nulla Patrimonio dell’Umanità. Questo sarà il Museo del Barocco, questo il progetto ripreso e finalmente riconsegnato alla Città, questo il modo più consono per raccontare di usi e costumi così identificativi di Noto e per Noto. “Sono davvero soddisfatto e felice – ci dice il Presidente dell’Associazione Culturale Corteo Barocco, Corrado Di Lorenzo- dopo 16 anni di vita che per la nostra Associazione hanno significato ricerca storica costante, perfezionismo in tutti i particolari (dai costumi, alle musiche, dalle danze agli usi più comuni) avere un luogo per la sede, un sito così prestigioso per poter esporre il frutto di anni di lavoro, solo per la passione che abbiamo di valorizzare le nostre radici, ci riempie di orgoglio. E collaboreremo per ogni fase che da qui in avanti si vivrà”. Non va dimenticato che l’Associazione, senza scopo di lucro, con la sua attività lavora costantemente per la promozione turistica della Città in più momenti dell’anno e non soltanto in occasione dell’Infiorata. Ed infatti gli fa eco il vice Presidente, Sebastiano Puzzo: “È un progetto ambizioso ma ci permetterà quel salto di qualità non soltanto per la sfilata della terza domenica di maggio ma soprattutto per quell’attività legata ad un vero e proprio Centro Studi che abbiamo da sempre voluto creare”. 

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