MAFIA, STANGATA AL CLAN DEI CURSOTI MILANESI: OLTRE DUE SECOLI DI CARCERE
Mazzata giudiziaria per la criminalità organizzata catanese. Ventiquattro condanne per un totale che supera i duecentosettanta anni di carcere: è questo il verdetto con rito abbreviato scaturito dall’operazione “Cerbero”, condotta dai Carabinieri e dalla Dda etnea.

Sotto i riflettori dei magistrati è finita la sanguinosa faida interna al clan dei Cursoti milanesi. Una vera e propria guerra di mafia esplosa alla fine del duemilaventi, all’indomani della scomparsa del boss storico Rosario Pitarà. Da quel momento la cosca si è spaccata in due gruppi opposti: da una parte il gruppo di Carmelo Distefano, dall’altra la fazione guidata dai fratelli Licciardello.
Ne è nata una spirale di violenza spietata per conquistare il controllo del territorio: agguati a mano armata, ritorsioni e pestaggi, affiancati dal traffico di droga e dal pizzo ai danni delle attività locali, tra cui la discoteca della Vecchia Dogana.
I giudici hanno inflitto le pene più pesanti, fino a vent’anni di reclusione, ai vertici delle due fazioni e agli elementi di spicco del gruppo criminale, mettendo un punto fermo su una delle pagine più buie della cronaca recente della città.


