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Morte del maresciallo Gioia, perito balistico nella villa dell’Isola

Ha 60 giorni di tempo il consulente nominato dal gip del tribunale di Siracusa, Carmen Scapellato, per depositare la perizia balistica, disposta dallo stesso giudice a seguito della richiesta avanzata dalla difesa di Francesco Ferrari, l’ispettore di polizia di 45 anni, indagato per istigazione al suicidio nell’ambito della morte della moglie, il maresciallo dei carabinieri Licia Silvia Gioia.

Ieri mattina il Gip Scapellato ha affidato il formale incarico al prof. Domenico Compagnini, perito balistico, che sarà coadiuvato da Alessio Plebe, nell’ambito dell’incidente probatorio, disposto dal giudice che ha ritenuto la perizia un atto irripetibile e indispensabile “per accertare la dinamica del fatto”. Un accertamento tecnico di analoga natura era stato disposto in sede di indagini dal pm Marco Di Mauro, ma il giudice ha ritenuto che l’investigazione prospettata dalla difesa dell’indagato, rappresentata dall’avv. Stefano Rametta, appare più ampio rispetto a quello demandato dal pm.

Il gip ha, invece, rigettato la richiesta della difesa dell’indagato di fare eseguire un esperimento giudiziale con la riproduzione della dinamica dei fatti con l’ausilio di 2 soggetti, uno dei quali avrebbe dovuto essere proprio il poliziotto. Accompagnato da una pattuglia dei carabinieri, il prof. Compagnino, subito dopo avere ricevuto l’incarico, si è recato nell’abitazione di contrada Isola, sotto sequestro dalla notte del primo marzo, da quando, cioè, nella camera da letto si è consumata la tragedia. Il consulente ha, quindi, eseguito un primo sopralluogo per verificare lo stato degli ambienti. Il quesito avanzato dal gip è quello di stabilire la traiettoria dei proiettili sparati dalla pistola d’ordinanza del maresciallo uno dei quali, quello alla tempia, ha provocato la morte della vittima, mentre il secondo ha trapassato la coscia del sottufficiale, ferendo al femore il poliziotto che ha riferito essersi precipitato verso la moglie, dopo avere capito che faceva sul serio e stava per mettere in pratica il proposito di premere il grilletto dopo il nuovo diverbio in camera da letto. La Procura di Siracusa mostra più d’un dubbio sulla ricostruzione della dinamica di quanto accaduto quella notte così come riferito dal poliziotto. Si tratta di due versioni leggermente divergenti, la prima resa davanti agli investigatori, la seconda durante il lungo interrogatorio davanti al pubblico ministero Di Mauro.

Mentre la famiglia del maresciallo ha affidato la propria difesa all’avv. Aldo Ganci, il gip Scapellato ha fissato per il 10 luglio l’udienza preliminare, nel corso della quale è atteso il deposito della perizia balistica e l’avvio delle successive fasi d’indagine.

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