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Noto, corso di “Deontologia della comunicazione”

Si è svolto sabato scorso nell’aula magna del Seminario di Noto un nuovo appuntamento con i corsi per la formazione continua dei giornalisti iscritti all’Ordine. Tema scelto, con relatore d’eccezione, è stato “Deontologia della comunicazione: da San Giovanni Paolo II a Papa Francesco”, nel quale attraverso attenta analisi si è partiti dal significato di comunicazione, dai modi e termini in cui si deve fare per poi passare ad un approfondimento legato proprio agli ultimi tre Pontefici, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco. Dopo la presentazione del corso e le ultime novità dal mondo dell’editoria, non troppo positive per chi, come i presenti, lavora nel settore, il Vescovo Monsignor Antonio Staglianò ha iniziato la sua relazione fissando in primo luogo dei “paletti” importanti. “La comunicazione è esposta alla strumentalizzazione, perché se uno stesso fatto può essere raccontato in tanti modi, non dobbiamo, purtroppo scordare, quali interessi possa suscitare. Per resistere al degrado dell’umanizzazione il comunicatore ha un grande compito, nel tentativo di mantenere fermi determinati capisaldi della deontologia: la comunicazione deve restare umana, deve rispondere alla verità, e la verità è il cuore pulsante della comunicazione e il giornalista è un missionario dell’umano dell’uomo”. Punti fermi da cui si è sviluppato un ragionamento a più ampio raggio che ha poi aperto anche una lunga fase di dibattito con i presenti. “Giovanni Paolo II si può definire certamente il Papa dell’era dei mass media; il suo successore, Papa Benedetto XVI, meno mediatico, ma capace di una comunicazione limpida, ordinata, coerente e sintetica che ha saputo parlare al cuore; infine Bergoglio, Papa Francesco, riconosciuto ottimo comunicatore attraverso un codice gestuale peculiare e significativo”.
Emanuela Volcan

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