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Noto, “Il nostro petrolio deve essere l’oro blu”

Alla ricerca di una strategia per contrastare quell’ormai famigerato articolo 38 dello “Sblocca Italia”, la sala Gagliardi di Palazzo Trigona si è riempita completamente di autorità cittadine, politiche, associazioni e semplici cittadini.
Al tavolo dei relatori il Sindaco Corrado Bonfanti e il vice Presidente dell’Anci Sicilia e Sindaco di Canicattini Bagni Paolo Amenta, a testimoniare la discesa in campo dell’organismo e la volontà di prendere in mano questa battaglia contro una legge dello Stato che sta per essere varata. Ma,a ben vedere, anche contro lo stesso governo Siciliano che già come visto nella vicenda Muos è pronto a disattendere le volontà dei siciliani. Quasi tre ore di dibattito che vorremmo riportare nel dettaglio perchè tanti ed importanti sono stati gli interventi non solo delle autorità. Pieno di pathos e trascinante, ad esempio, l’intervento del grande Enzo Maiorca, del responsabile di Greenpeace, Alessandro Giannì, entrato nel dettaglio di quanto avviene già nei nostri mari, della grande quantità di menzogne che circolano sull’argomento, e di ciò che, dunque, avverrà nel canale di Sicilia, nelle nostre colline e campagne se si darà piena attuazione allo Sblocca Italia nel suo articolo 38. Come evidenziato dal primo cittadino, Corrado Bonfanti, padrone di casa nell’occasione, doveva essere momento illustrativo, di raccordo ma soprattutto propositivo per il proseguo dell’azione “no triv”. “La mia è stata sempre una posizione chiara, sin dalla campagna elettorale: il “no” deciso a qualsiasi tipo di trivellazione. Ringrazio tutti i presenti, e vi pongo subito una riflessione scaturita dalla mia recente partecipazione al Blu Day, dove ci è stata illustrata la nuova nave della marina militare “Foscari” che viene alimentata da carburante ecologico. La prima in Europa. Solo un piccolissimo esempio della direzione intrapresa che è quella della blu economy, della blu growth come direttrici fondamentali, E, invece, proprio il governo nazionale fa un passo indietro e li dove ha protetto permetterebbe perforazioni per cercare fonti di approviggionamento che il mondo stesso ci chiede di abbandonare. Noi abbiamo già deliberato in Giunta e giovedì scorso anche il Consiglio Comunale, e ringrazio il Presidente Corrado Figura ( seduto in prima fila, dove vi era anche la Giunta al completo, in sala anche tanti altri consiglieri comunali, n.d.r,) ha votato il documento proposto dall’Anci, che dovrà insieme agli altri Comuni dar forza alle nostre rivendicazioni”. Intervento introduttivo, poi la parola è passata al vice Presidente dell’Anci Sicilia, Paolo Amenta: “Il problema non è semplicemente “trivelle si trivelle no” qui c’e una seria questione di vuoto politico. I fatti degli ultimi anni sembrerebbero quasi che della nostra Isola si voglia fare una piattaforma militare americana, vista l’installazione del Muos; o una piattaforma nel Mediterraneo per multinazionali petrolifere; oppure decidiamo di seguire le nostre inclinazioni attraverso i beni culturali, architettonici e paesaggistici, l’agricoltura d’eccellenza, ed essere la piattaforma nel Mediterraneo del benessere. In questa sede annuncio che stanno arrivando delibere di tanti Comuni, ed è una vera e propria dichiarazione di intenti: i territori indicano qual è la Sicilia che vogliono, mentre il governo dell’Isola non interviene. Ecco perchè il vero problema è decidere cosa fare della nostra terra. Se la Sicilia vuole altro dobbiamo rivendicarlo con forza”. A seguire tutti gli interventi, a partire dell’Assessore del Comune di Menfi Rossella Sanzone che ha parlato dell’importanza di rendere edotti i singoli cittadini della situazione e dei rischi a cui si va incontro. Quello del Sindaco di Pachino, Roberto Bruno: “Quanto stabilisce il governo nazionale è una contraddizione, come quelle che hanno coivolto il nostro territorio nel recente passaro. Voglio ricordare che nel 2011 si istituì la riserva dei pantani ma ci fu un ricorso che annullò il decreto assessoriale demandando ai Comuni il potere di decidere. Pertanto questo potrebbe essere un esempio da portare nella nostra battaglia. Il mio consiglio è di chiedere un’audizione alla IV Commissione regionale per metterla davanti alle proprie responsabilità”. L’Assessore di Scicli Giampaolo Schillaci ha ricordato che da anni si subisce l’attacco delle trivellazioni e si è sempre stati in prima linea: “Dal punto di vista tecnologico non esistono gli impianti sicuri se non quelli nuovi , ma mantenerne la sicurezza negli anni costa troppo. Non sono chiacchere ma storia. Io lavoro nell’ambito della sicurezza, so di cosa stiamo parlando. Chiunque dica il contrario, dice il falso. Abbiamo dei valori forti e c’è un mondo che ci guarda, per cui quello che noi dobbiamo fare è mettere a fuoco tutti gli strumenti per scendere davvero in battaglia. Facciamolo nella maniera piu intelligente e decorosa possibile”. Il Presidente del Consiglio Comunale di Licata, Saverio Platamone, città che in ottobre ha ospitato il primo incontro:
” Sono molto contento che proprio dalla nostra città sia partita questa onda. Noi abbiamo cercato di studiare la problematica a tutto tondo invitando anche esperti che ci hanno spiegato i pontenziali danni. Dobbiamo essere un’unica voce, dobbiamo essere un’unica Città”. A prendere la parola poi, anche il vice Sindaco di Palazzolo Acreide, Paolo Sandalo, sulla stessa lunghezza d’onda degli altri amministratori. Importante il contributo di Paolo Patanè, vice Presidente della Fondazione Patrimonio Unesco: “Siamo assolutamente contrari per tre ordini di motivi: questione di logica ( le prospezioni sono illogiche perchè gli idrocarburi sono destinati ad un declino ed è illogico legarsi a questo declino); questione di strategia ( perchè la scelta sullo sviluppo delle scelte deve essere fatta in base alle caratteristiche di un territorio ); questione di ideale ( l’operazione dell’Anci è fondamentale). Ho lasciato per ultima la questione dell’ideale perchè questa regione è in Europa quella con il maggior numero di siti Unesco e la bellezza tutelata e valorizzata è democrazia condivisa. Così vi dico, andate avanti, l’Unesco è con voi”. Momenti e parole che hanno mosso le corde emozionali dei presenti. Sentimenti forti, condivisi, che hanno raggiunto l’apice grazie alle parole di Enzo Maiorca: “Prendo lo spunto da una frase: ” è il tempo delle battaglie”. Io posso soltanto dire che la mobilitazione generale valica il territorio perchè oggi tutti conoscono la bellezza del canale di Sicilia, ed è merito della natura prodiga e generosa. Che vadano da un’altra parte a fare le loro ricerche, noi non le vogliamo”. Maiorca indossava la maglietta con la scritta “u mari non si spurtusa” slogan dei comitati No triv siciliani. Accorato l’appello alle coscienze, con dati alla mano, di Alessandro Giannì di Greenpeace: “Ringrazio il Comune di Noto, il Sindaco e l’Assessore Cettina Raudino che ha fortemente voluto l’appuntamento qui, sono riconoscente all’Anci, e tutti quelli che, oltre Greenpeace, Legambiente e Wwf, come il comitato di Noto che ha raccolto 1000 firme. –  e nel mostrare un interessante video dei fondali, dichiara- Abbiamo fatto una ricerca per capire cosa c’è sott’acqua e trovato 93  specie diverse, pensare che ci dicono che non c’e nulla. L’art.38 allontana il cittadino dalla decisione. Questi vogliono bombardare un’area pari a tre provincie siciliane e lo fanno mentendo . Cosa c’e da fare visto che il decreto, incassato il “si” della Camera, l’11 andrà in Senato e passerà? Dobbiamo fare ricorso, ma prima dobbiamo andare a bussare da Crocetta, poi a Roma, e infine anche in Europa. Il vero petrolio è l’oro blu”. Applausi scroscianti prima di sentire il Coordinatore nazionale dei “No triv”, Salvatore Mauro: ” Abbiamo resistito all’attacco dei nostri territori, in Valle del Belice, da parte delle trivelle. Dobbiamo chiedere a Crocetta di ricorre alla Corte Costituzionale, se no la nostra strada è il referendum”. Presente anche il neo Direttore di Piano del Distretto Turistico del Sud Est, Fabio Granata, molto duro nel suo intervento dove ha accennato, e nemmeno troppo velatamente, ad interessi che travalicano il bene comune: “Esiste il partito trasversale del denaro, non possiamo nasconderlo. Quindi andiamo al pratico, se la strada è il referendum basterebbero cinque regioni, e la nostra Sicilia si mobiliterà? Ma c’è anche un altro aspetto che è quello della posizione dell’Unesco, Unesco che ha delle direttive e delle norme da far rispettare, dunque potrebbe impugnare questa decisione. Insomma va scatenata una guerra politica”. A portare esempi concreti anche il Soprintendente di Caltanissetta, Lorenzo Guzzardi: “Recentemente abbiamo negato le richieste di trivellazioni nel nostro territorio”. Poi il Comitato No triv di Noto, con Elda Nobile e due bambini hanno consegnato le firme raccolte e regalato un lenzuolo bianco dove si è chiesto ai presenti di disegnare la propria mano e poi apporre la firma all’interno. Nel frattempo anche un contributo video del geologo Mario Tozzi. Poi Caudio Conte di Legambiente Sicilia : ” La mia proposta è che un Comune per Provincia si faccia carico di sensibilizzare tutti gli altri”.Paolo Uccello , guida naturalistica per Ente Fauna Siciliana: “Vorrei solo ricordare che la Comunità Europea ha individuato nella Liguria, Sardegna e Sicilia obiettivo 1 di tutela e salvaguardia dell’ambiente. Inoltre giacciono al Ministero dell’Ambiente tre grandi progetti: il parco degli ibei, vendicari e portopalo, il santuario dei cetacei”. Enzo Moscuzza del No Triv che nel 2007 con altre persone iniziò questa battaglia:” Eravamo quattro scalmanati ora c’e consapevolezza , attraverso facebook e i vari blog la mobilitazione dei Comuni è partita, mi dispiace che stasera non ci sono deputati regionali perchè potremmo fare davvero sistema con le altre regioni d’Italia, dove stanno nascendo questi gruppi ed organizzazioni a tutela dei territori”. Anche Patrizia Maiorca, figlia di Enzo, ha voluto esprimere un proprio pensiero dando un contributo alla serata, che intanto volgeva al termine con le conclusioni del Sindaco Bonfanti e del vice Presidente dell’Anci Amenta: “É stata una bellissima serata, dove abbiamo potuto verificare che le trivellazioni sono solo un tassello di questioni molto più ampie. I prossimi passi saranno richiedere un’audizione al governatore Crocetta, costituendo con l’Anci e le altre personalità un Comitato. Con tutte le delibere comunali stileremo una richiesta all’Unesco e come, sollecitato dal Sindaco Bonfanti, tenteremo il coinvolgimento da parte del Presidente del Senato. 
E.V.

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