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Noto, le camicie azzurre ridipingono le strisce di sosta per disabili

Lo scautismo, o scoutismo, è, come dichiarato nel 1924 dalla Conferenza Internazionale di Copenhagen,un movimento di carattere internazionale che ha come fine ultimo la formazione fisica, morale e spirituale della gioventù mondiale. Principi questi che sono stati instillati dal Tenente Generale inglese Robert Baden Powell e che si perpetuano dal 1907, tanto che oggi lo scautismo conta circa quaranta milioni di iscritti, rappresentando uno dei più grandi movimenti al mondo di educazione non formale. Ciò fa comprendere come anche da una piccola città, come Noto, possono arrivare dei lodevoli esempi di impegno al servizio della propria comunità: “I ragazzi del Noviziato del gruppo Noto 1, branca Rover e Scolte – spiega uno dei capi, Marco Guerri- hanno deciso di compiere la propria “impresa di noviziato” ripristinando nella forma e nel colore le delimitazioni delle aree di sosta riservate ai diversamente abili. Il tutto è stato possibile grazie all’autorizzazione ricevuta dal Comune, grande la sensibilità mostrata dal Sindaco Corrado Bonfanti, al tutor messo a disposizione, Maurizio Spinale, e ad un cittadino che ha voluto contribuire spontaneamente per l’acquisto del materiale, il signor Rosario Caccamo che ringraziamo moltissimo”.

Il gruppo Noto 1 è presente in città da oltre 70 anni ed ha contribuito alla crescita e formazione di generazioni di netini, con un progetto educativo e di visibilità per tutto l’Agesci. Da ricordare, nell’ideazione e nella realizzazione del progetto di cui stiamo parlando Rita Ferlisi, Capo Scout, Don Luigi Vizzini e Rosario Ferla. “Anche in questo caso i nostri giovani hanno pensato ad un’azione che potesse incidere nel territorio, nella sua quotidianità, e nei bisogni reali dei nostri concittadini. Così siamo partiti da piazza Landolina, per spostarci negli ingressi laterali della Cattedrale, in via Ruggero Settimo, piazzetta Ercole, Istituto scolastico “Francesco Maiore”. Dopo le festività pasquali riprenderemo pennelli e colori per fare altre zone della città, a partire dall’ospedale Trigona”.

Emanuela Volcan

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