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Noto, le ragioni di chi ha votato no e negato il Consiglio Comunale aperto

Pensiamo che la questione non si esaurirà in pochi giorni, primo perché le firme per la presentazione della lista Patto per Noto, e dunque la sua stessa regolarità, sono sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti; secondo perché la città, ed anche qualche partito politico, sembrano spaccati in due. Chi preferisce attendere il corso della giustizia, chi invece pretende posizioni chiare e definite già in questa fase. Di sicuro non assisteremo al Consiglio Comunale in seduta aperta, come richiesto dai tre consiglieri di opposizione Ferrero, Pintaldi e Rosa, per il no incassato dai 5 capigruppo della maggioranza, 2 gli astenuti: Pennavaria e Rizza. E di seguito riportiamo il verbale della conferenza dei capigruppo di maggioranza: “I sottoscritti Consiglieri Comunali con funzione di Capigruppo, preso atto della richiesta dei Consiglieri di opposizione finalizzata alla convocazione di un Consiglio Comunale aperto ai sensi dell’art.48 del Regolamento Comunale, precisano quanto segue: il termine “broglio elettorale” utilizzato dai consiglieri firmatari è assolutamente errato, fuorviante e utilizzato per bassa strumentalizzazione politica. Non esiste traccia di alterazione del risultato della votazione elettorale del 2016 per Sindaco e Consiglieri;
b) ai sensi dell’art. 20 dello Statuto Comunale, “il Consiglio è l’organo di indirizzo e di controllo politico” e non svolge ruoli non previsti dallo Statuto Comunale e per legge delegati ad altri organi dello Stato;
c) nessun documento, mozione o ordine del giorno potrebbe essere approvato dal Consiglio Comunale al termine della seduta perché l’eventuale trattazione dell’ordine del giorno, esula dalle conoscenze, competenze e funzioni dei Consiglieri Comunali;
d) nessuna decisione politica nella direzione delle dimissioni di massa è possibile adottare perché il Consiglio Comunale eletto nella tornata elettorale amministrativa del 2016 è legittimato dal voto popolare senza nessuna possibilità di smentita e senza nessuna clausola “sub iudice”. Quattro punti in cui si è sostanzialmente motivato il diniego, e il verbale prosegue così: “Per le considerazioni sostanziali sopra espresse e nel rispetto dell’alto e autorevole ruolo del Consiglio Comunale, esprimiamo il nostro forte dissenso e la nostra fondata preoccupazione che i Consiglieri Rosa, Pintaldi e Ferrero, firmatari della richiesta de quo, abbiamo equivocato ruoli e compiti dell’alta Assise”. Il capitolo finisce qui, nessun Consiglio Comunale in seduta aperta, ma siamo certi che l’argomento sarà discusso alla prossima seduta “regolare”, la cui convocazione è stata già fissata per la settimana prossima, 26 settembre alle ore 19. Tra l’altro al punto 2 si legge: “Comunicazioni del Sindaco”, si parlerà di Amministrative 2016 in aula? Lo sapremo mercoledì.

Emanuela Volcan

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