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Noto, “No alle nomine politiche all’Aspecon e nella Fondazione Teatro”

Nel corso dell’ultima seduta di Consiglio Comunale, svoltasi il 7 marzo, sono stati portati in aula per la loro approvazione i nuovi Statuti dell’ASPECON e della Fondazione Teatro “T. Di Lorenzo”. In aula il dibattito è stato piuttosto animato su questi due aspetti anche perché in sede di riunione della Commissione Consiliare (svoltasi l’1 marzo scorso), propedeutica alla seduta di Civico Consesso, il consigliere Pietro Rosa aveva avanzato delle proposte atte a rendere trasparenti le nomine di vertice.
Proprio la coalizione “Bene Comune”, rappresentata tra i banchi del Consiglio Comunale dai consiglieri Ferrero, Pintaldi e Rosa, hanno diramato un comunicato stampa per chiarire la posizione in merito a questi nuovi statuti: “L’Amministrazione Bonfanti, unitamente alla sua ampia maggioranza consiliare, non ha ancora una volta perso occasione per contraddistinguere un fare politico vecchio e purtroppo ancora oggi consueto, confermando la pratica della nomina politica e partitica che non considera l’idoneo titolo di studio adatto alle mansioni per cui si è nominati come requisito necessario. Per intenderci, un buon commercialista è tale se anzitutto laureato in economia e commercio, abilitato all’esercizio della professione, possibilmente specializzato in un settore specifico e infine caratterizzato da una professionalità confermata da una esperienza che con motivazione e sacrificio ha maturato nel corso degli anni.
Il Direttore Generale dellASPECON può essere invece un chiunque con qualunque diploma di laurea che ha maturato esperienza in settori specifici in virtù di precedenti nomine politiche. All’Amministrazione Bonfanti non importa se colui a cui affida la responsabilità gestionale dell’ASPECON non ha mai studiato e conseguito attinenti titoli universitari in ambito gestionale e amministrativo o in aree relative ai settori che dovrà gestire. Basterà gestire come da consuetudine, raggiungendo i mediocri risultati che sono oggi sotto gli occhi di tutti. Come da Statuto neo approvato, questo Direttore Generale ASPECON potrà per di più delegare parte delle proprie competenze nonché il potere di firma degli atti connessi. Incredibile ma vero. Un nominato che nomina o, se si preferisce, a sua volta delega, non firma, che dunque non è responsabile di quello che delega e che, si ribadisce, non firma. Che poi la scelta sia preceduta da un avviso di selezione che avviene tramite colloquio tenuto conto del curriculum non annulla quanto citato e convoglia il tutto ad una discrezionalità comunque non vincolata al titolo di studio attinente al ruolo”.
Dallo Statuto dell’Aspecon e quello che riguarda la Fondazione Teatro di Noto, dove i fari vengono puntati sulle qualifiche del Sovrintendente e sulla nuova figura del Direttore Generale. Su questo il comunicato della coalizione Bene Comune prosegue così: “Ancor più incongruenze si notano nel merito delle figure del Sovrintendente e del Direttore generale della Fondazione Teatro, il primo nominato tra persone dotate di specifica e comprovata esperienza nel settore dell’organizzazione di attività teatrali e/o musicali e consimili (Statuto Fondazione Teatro T. Di Lorenzo, art. 13.2), il secondo tra le professionalità che hanno maturato esperienza nella gestione di Teatri o di organizzazioni similari impegnate nel campo dell’organizzazione di attività artistiche in generale” (Statuto Fondazione Teatro T. Di Lorenzo, art. 15.1). La sovrapposizione è talmente chiara che neppure la Fondazione Teatro Alla Scala di Milano e la Fondazione Teatro Massimo di Palermo hanno previsto come organi dello statuto entrambe le figure, prevedendo esclusivamente il Sovrintendente.
Forse il nostro teatro, senza dubbio importante, è così internazionale e complicato che per essere gestito e organizzato ha bisogno di due figure interscambiabili e sovrapponibili con funzioni gestionali e organizzative? Come mai in via potenziale anche la Fondazione Teatro Alla Scala fa a meno di un Direttore Generale, nonostante viga compartecipazione ai finanziamenti che provengono dai relativi enti locali, regionale e dallo Stato, e la nostra amministrazione comunale chiaramente più limitata nelle risorse ben pensa a risorse di fatto aggiuntive? Agli attenti lettori la risposta. Continuando, anche nel caso del Sovrintendente e del Direttore Generale, si notino requisiti di nomina generalizzati e insignificanti per quanto ci riguarda, nessun riferimento ai titoli di studio, nessuna quantificazione dell’esperienza, dando luogo a potenziali conferimenti di incarico professionale di tipo dirigenziale per affidamento a soggetti che potrebbero indifferentemente essere cinquantenni con vent’anni di nomina politica alle spalle che ancora una volta avranno la meglio sui giovani e meno giovani laureati in ambito di discipline artistiche, dello spettacolo e della musica, colpevoli di non aver conosciuto il garante politico di turno. Ricordiamo ancora una volta all’Amministrazione Bonfanti e alla sua ampia maggioranza consiliare, sua sostenitrice, che l’esperienza e le competenze maturate in uno o più settori specifici costituiscono valore aggiunto al requisito di base, per l’appunto dato dalla specificità dei titoli di studio”. Il Comunicato si chiude poi con un suggerimento: “Invitiamo l’Amministrazione Bonfanti ad uscire dalla logica secondo cui tutti possono fare tutto e sempre i soliti, pur senza attinente titolo, possono essere nominati”.

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