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Noto, ostetricia e ginecologia domani chiudono battenti (per un mese?)

Non sussistevano più le condizioni minime per l’adeguata assistenza alle partorienti e, prima per la sicurezza di mamma e figlio, il punto nascita di Noto domani (sabato 2 marzo) chiude i battenti. Sulla carta solo ed esclusivamente per una trentina di giorni, ovvero il tempo che si chiuda il bando di gara (scadenza 10 marzo) per l’arrivo di nuovi pediatri. La situazione di emergenza al punto nascita del Trigona, infatti, è legata alla carenza di pediatri, ma (e ciò ci solleva le prime perplessità) il problema non è nato a febbraio 2019 (quando si decide appunto la chiusura) e nemmeno un mese prima. Il grido d’allarme, rimasto miseramente inascoltato, era stata lanciato un anno fa, ma in dodici mesi nulla è stato fatto, a fronte di un provvedimento che invece in quattro e quattr’otto si è materializzato. E sarà forse un caso che oggi, 1 marzo, è stato inaugurato all’Ospedale di Siracusa il reparto di Ostetricia e Ginecologia ristrutturato e rimesso a nuovo, proprio dove confluirà il personale al momento presente a Noto? A voler pensar male ogni tanto ci si azzecca, diceva qualcuno; ma se vogliamo lasciare al centro il rispetto alla salute ribadiamo che a Noto non si poteva più continuare in questo modo. A ribadirlo è anche il Rappresentante sindacale Fials Adriano Formica: “L’Azienda ha emanato un bando per reperire pediatri con contratto a tempo determinato e in mobilità d’urgenza. La situazione non poteva continuare in questo modo perché già l’organico era “rinforzato” da medici provenienti da Lentini e Siracusa. La criticità non nasce adesso, ma da almeno un anno”. Certo che recarsi al Trigona rappresenta sempre una realtà in cui ci si sbatte contro, una struttura molto grande, ma che pian piano è stata svuotata. Ed ecco la seconda perplessità: ma se nel piano di rifunzionalizzazione questo reparto al Trigona non esiste, tant’è che al “Di Maria” di Avola mancano solo gli ultimi dettagli, dobbiamo ipotizzare che una volta chiuso non si riaprirà più. “Qui rimane un ambulatorio di pediatria ed uno di ostetricia e ginecologia che osserverà l’orario 8-14”. Sicuramente importante ma che certo non potrebbe fare fronte ad emergenze visto che manca il punto nascita, e che si tratta di un orario circoscritto. “Non va dimenticato – ci spiega sempre Formica- che al Trigona abbiamo anche il PIP (Primo Intervento Pediatrico) attivo dalle 20 alle 8“. Dunque Medici pediatri che nelle more dell’espletamento del bando avrebbero potuto coprire qualche turno in reparto. Ipotesi, nell’estremo tentativo di non chiudere il punto nascita almeno sino al definitivo trasferimento ad Avola, finale questo già scritto. A margine, ma non proprio a margine, esiste anche la questione del personale. “Abbiamo fatto presente, appena ricevuta comunicazione datata 28 febbraio 2019, che il trasferimento “di massa” è approssimativo ed impreciso. E che pertanto richiediamo la riformulazione della disposizione di servizio”. Ovviamente al momento non si conoscono le decisioni dell’Azienda in merito a tale richiesta, ma certo che tutta la vicenda solleva molti dubbi e perplessità.
Emanuela Volcan

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