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Noto, il sindaco Bonfanti: “Viviamo in un clima politico pesante”

Noto, il Consiglio Comunale affronta la questione lista Patto per Noto in quasi due ore di dibattito acceso
 
Che la questione delle presunte irregolarità nelle firme, atte a sottoscrivere la presentazione  della lista Patto per Noto alle scorse amministrative, avesse avuto grande seguito tra i cittadini lo si è percepito appena entrati nell’aula consiliare dove, anche in piedi, non c’era più posto ben prima delle 19, orario di convocazione della seduta di Consiglio Comunale. Il punto 2 dell’ordine del giorno, infatti, prevedeva “comunicazioni del Sindaco” e considerato il momento storico della città con l’autosospensione da Consigliere Comunale di Corrado Cultrera dopo la notizia, riportata per prima da laspia.it a firma di Paolo Borrometi, di indagini a suo carico, era abbastanza plausibile che l’argomento fosse proprio questo. Il Primo Cittadino Corrado Bonfanti esordiva così: “Confermo, con grande determinazione e come sempre fatto, di essermi rifiutato di parlare all’esterno di una questione, non prima di averlo fatto in seno al Consiglio comunale. Il mio silenzio in questi giorni è frutto di questo”. Premessa del Sindaco a cui sono arrivate da più parti richieste pressanti di una posizione in merito alla vicenda Patto per Noto, a cui è seguita una lunga fase in cui Bonfanti si è rivolto alla sua maggioranza che invece è uscita pubblicamente con un comunicato e poi con la conferenza dei Capigruppo sulla richiesta, negata, di un Consiglio Comunale urgente e in seduta aperta. “Questa maggioranza non ha bisogno sempre di tutti i suoi componenti, non ho necessità di yes-man ma di consiglieri che condividono atti e posizioni – e quasi alla fine del suo discorso ha anche ribadito- se ci dovessero essere elementi che non sono d’accordo possono anche abbandonare la maggioranza”. E qui ci siamo chiesti a cosa o a chi si riferisse il Sindaco, ammesso che volesse rivolgersi a qualcuno, o che fosse semplicemente una riflessione per dar forza alla posizione attendista intrapresa su questa vicenda. “La mia è un amministrazione del fare ed i numeri parlano chiaro”. Ricordate, a questo punto, tutte le attività svolte nel primo anno del suo secondo mandato; fatto questo discorso in generale ha poi incalzato non risparmiando proprio nessuno, con parole dure e di attacco all’opposizione accusata di fare “terrorismo politico”. “Io desidero ufficialmente fare un plauso ai capigruppo di maggioranza che con grande responsabilità e grande serietà hanno bocciato la seduta aperta, la cui richiesta dei tre consiglieri Ferrero, Pintaldi e Rosa è un imbroglio”. E leggendola passo passo ne smontava forma e contenuti affermando che la vicenda giudiziaria non parla di reato di broglio elettorale, che il Consiglio Comunale non avrebbe avuto competenze per uscire con un documento efficace e nemmeno accertare eventuali responsabilità del Cultrera, e così via. In pratica lo stesso Sindaco, cercando di illustrare quanto e come avviene il processo di preparazione alla tornata elettorale (e a tal proposito elevava anche un quesito “Lei consigliere Pintaldi è stato davvero bravo a certificare le firme delle liste di tutta la sua coalizione, circa 1300”), arrivava ad un altro nocciolo della questione ovvero la validità delle elezioni stesse, messe in discussione. “I voti di Bonfanti sono di Bonfanti e la lista Patto per Noto non è stata determinante. Le elezioni sono finite e sono regolari, questo atteggiamento che state avendo sta buttando fango sulla città. Per quanto mi riguarda ho le spalle larghe, frutto di serenità e della consapevolezza di essere una persona perbene. Quindi vi tocca attendere il 2021”. Inutile dire che non sono mancate le scintille e che la Presidente Pennavaria ha avuto il suo da fare a riportare calma e ordine all’interno dell’aula. “E voglio parlare anche di un altro argomento, ovvero l’incarico dato all’agenzia Viaggi Barocco per la trasferta a Marsala dell’Istituzione Musicale Città di Noto, per il quale sono stato accusato e sbattuto sui muri della città attraverso manifesti. E’ vero la Determina è stata fatta male ed è illegittima (l’azienda appartiene alla Presidente del Consiglio Veronica Pennavaria, n.d.r.) ma non è stato specificato che l’offerta era la più economica di 5 presentate. Io non ero a conoscenza di quanto fatto ma nel mio pregresso non ho mai evidenziato come Amministrazioni prima della mia si siano comportate anche peggio e senza nemmeno aprire a più soggetti, ma affidando sempre ad unico professionista incarichi di cui, ancora oggi, paghiamo i conti agli eredi. Ma ribadisco una città come Noto non si può più abbassare a fare questo tipo di “cortile” continuamente. Io preferisco pensare al bene della città e questo che stiamo vivendo è un clima da rigettare, da parte di tutti i cittadini. Io dico in maniera costruttiva riprendiamo il bandolo della matassa, e mi rivolgo a lei consigliere Rosa guardi dentro casa vostra, veda se suoi comportamenti sono o no legittimi, siamo stanchi di subire questi ingiusti attacchi di dover affrontare questioni senza fondamento”. Ma prima della replica dello stesso aveva chiesto di parlare il Consigliere Salvatore Valvo, Pd, partito anch’esso al centro del dibattito in queste settimane per posizioni interne discordanti, che abbiamo riportato e che si sono puntualmente ripetute anche in aula. Andiamo con ordine riportando quanto detto dal Valvo a beneficio, proprio dei contrasti saltati fuori: “La nostra posizione è quella che abbiamo condiviso con gli altri partiti che sorreggono l’amministrazione Bonfanti durante una riunione di maggioranza avvenuta il 6 settembre. In quella  riunione abbiamo ascoltato il consigliere Cultrera, il quale ci ha riferito di aver ricevuto, fino a quel momento, soltanto un avviso di garanzia e nient’altro e ha comunicato la decisione di autosospendersi per un certo periodo da consigliere per allentare la tensione e svelenire il clima che si stava creando. Abbiamo preso atto unanimemente e sottolineo unanimemente di questa sua decisione, riservandoci di poter assumere ulteriori nostre scelte se fossero emersi nuovi elementi nel proseguo dell’inchiesta. Questa posizione nasce dal fatto che abbiamo l’esigenza di conoscere più a fondo le vicende e i fatti contestati perché ad oggi, tutto quello che sappiamo, l’abbiamo appreso da un giornale che pubblica online; pertanto fino a quando non sarà chiaro il quadro accusatorio, noi manterremo questa posizione, una posizione garantista sì ma di vigile attesa. Non accetto, pertanto, e respingo con forza le accuse che il mio partito ha preso in questi giorni”. Ma sulla questione/posizione Pd si tornerà più avanti con le dimissioni della capogruppo consiliare Paola Terranova, clamorose ma forse non così impensabili; nel rispetto dell’ordine degli interventi, però, riportiamo la risposta del Consigliere Pietro Rosa a nome e per conto di tutta la sua coalizione: “La definizione che noi saremmo degli “irrassegnati” (forzatura della lingua italiana per definire persone che non si rassegnano, n.d.r.) è un’opinione personale; noi abbiamo chiarissimi i compiti della magistratura e quelli del Consiglio Comunale e rigettiamo l’accusa di aver parlato di brogli, come si evince nel documento redatto dalla maggioranza e nella richiesta da noi formulata dove definiamo la vicenda come “presunto broglio”. Siamo rimasti in attesa, per giorni, che ci fosse una presa di posizione chiara dell’Amministrazione e della maggioranza;  l’abbiamo aspettata in termini politici e non giudiziari. Ciò di cui abbiamo preso atto, invece, è stata l’autosospensione di Cultrera, alla fine l’unico ad aver assunto una posizione e che ci ha fatto sorgere una domanda: ma lui si è autosospeso perché? Avremmo voluto il Consiglio Comunale aperto ed abbiamo ricevuto una risposta dai Capigruppo di maggioranza ridicola e maldestra dove c’è scritto che esprimete dissenso ma senza formulare un concetto e senza proporre nulla. Tutto quanto fino ad ora accaduto è stato causato da una mancanza di chiarezza. L’articolo 48 del regolamento, relativamente alla nostra richiesta di civico consesso urgente e in seduta aperta ci da l’opportunità di formulare un documento, una mozione o un ordine del giorno non una sentenza. E non mi si dica che Patto per Noto non sia stato determinante e non sia stato, e non è, compagno di viaggio di questa Amministrazione; ma se non lo è stato e non lo è allora la prossima volta lo lasci a casa”. Come si evince, dunque, prese di posizione da una parte e dall’altra senza esclusioni di colpi dove, tra l’altro, si è aggiunta la nuova richiesta di seduta ordinaria, sempre da parte dei tre consiglieri di opposizione, sul medesimo argomento che ha ricevuto dalla Presidenza un momentaneo stop, chiarito dalla stessa: “Non ho rifiutato di convocare il Consiglio, ma la vostra richiesta è arrivata immediatamente dopo all’avvenuta convocazione di quella di stasera dove era in programma al punto due “Comunicazioni del Sindaco”, pertanto chiudiamo questa seduta e poi avrò sempre venti giorni di tempo per analizzare ed eventualmente accettare la vostra richiesta”, dichiarava la Pennavaria senza soddisfare per nulla il consigliere Rosa: “Comunicazioni del Sindaco può significare tutto e può significare nulla”. Chiusa quest’ultima parentesi chiedeva la parola la Capogruppo del Pd Paola Terranova: “Non ho potuto partecipare alla Conferenza dei Capigruppo perché fuori Noto per impegni professionali pertanto in questa sede vorrei ribadire quanto già detto in un comunicato, postumo la riunione di maggioranza, nella quale avevo chiesto le dimissioni sia di Cultrera che della Pennavaria. Avevo appreso delle indagini solo in quella occasione e ritengo che la legge debba fare il suo corso, ma che la politica ne debba fare un altro. Sento il dovere morale di garantire la credibilità delle Istituzioni, che a me, onestamente, è venuta a mancare. Quello che si è avuto è stata l’autosospensione di Cultrera, cosa che, pur prendendone atto, non mi ha lasciato per nulla soddisfatta. Presento alla Segreteria le mie dimissioni da Capogruppo, rivendico in ogni scelta la mia autonomia – e da una parte dell’aula, gremita in ogni ordine di posto, partivano spontanei scroscianti applausi, anche in questo caso si riportava a fatica l’ordine-. E chiudo chiedendo sia a maggioranza che opposizione quali siano le loro richieste perché dal dibattito sin qui consumato ancora non mi è chiaro”. Epilogo di settimane in cui non sono mancate le scintille tra lei ed il Segretario del partito cittadino Della Luna, fatto questo non proprio raro così come in tutta la convivenza tra Orlandiani ed Area Dem a cui abbiamo di recente dedicato un apposito articolo di approfondimento. Esaurito il punto due con questa novità si è tornati all’ordine del giorno che aveva in programma tre punti, anche abbastanza importanti, tutti approvati. Punto 3: “Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari per il triennio 2017/2019, rettifica ed integrazione alla delibera di consiglio comunale nr.27 del 2 maggio 2017”, sull’argomento prendeva parola il Sindaco spiegando nei dettagli la questione legata all’ex scuola Littara, e premettendo come la città abbia bisogno di una grande struttura ricettiva, e dell’opportunità di pensare ad una vendita e non ad un affitto, se pur decennale. Si registrava l’intervento del consigliere Rizza per dei chiarimenti sull’iter e sulle cifre, e del consigliere Pintaldi sulla situazione attuale degli immobili comunali locali. Il voto vedeva poi 11 si e i due no di Pintaldi e Rosa, approvata anche l’immediata esecutività dell’atto chiesta da Campisi. Punto 4: “Revisione straordinaria delle partecipazioni ex art.24 Decreto legislativo 100 del 2017. Ricognizione partecipazioni possedute”; anche in questo caso si ascoltavano le parole del Sindaco che innescavano un vivace dibattito con il consigliere Rosa. La proposta ai voti passava con 9 si, da registrare le astensioni di Rizza e Terranova ed il no di Rosa; immediata esecutività dell’atto con 9 si e 3 no. Infine Punto 5: “Presa d’atto dell’anticipazione straordinaria di cui all’art.10, comma 36, della Legge Regionale nr.24 del 2016 giusto DDG n.222 del 31 luglio 2017 e approvazione piano di rientro. “Per liquidare questa somma che in piccolissima parte ci risarcisce del prelievo forzato dell’Imu, stessa situazione del Comune di Ramacca, la Regione ci ha richiesto la presa d’atto del Consiglio Comunale”, spiegava il Sindaco. Il punto veniva approvato all’unanimità dei presenti, così come l’immediata esecutività.
Emanuela Volcan

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