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Noto, un progetto sui libri antichi

All’Istituto “Matteo Raeli” di Noto si amplia in modo significativo l’offerta formativa che partendo da un obbligo ministeriale, quello della scuola lavoro per gli indirizzi professionali, lancia un’idea assolutamente innovativa e in grado di rivoluzionare dalle fondamenta il concetto di “liceo”. Ieri sera nella stanza del Dirigente Concetto Veneziano, lo stesso, insieme con il professore Paolo Randazzo ha presentato alla stampa il progetto di conservazione, digitalizzazione e valorizzazione del libro antico, nell’ambito dei rapporti di collaborazione dell’Istituto con la Soprintendenza ai Beni Culturali. E mentre il capo d’Istituto mostra orgoglio e soddisfazione per tutto quello che si sta realizzando in un’annata sicuramente ricca e variegata per ogni singolo indirizzo presente in Città, strizza l’occhio al futuro in tema di strutture (i lavori in corso al Polivalente e quelli che inizieranno a breve al Carnilivari, n.d.r.). Nel dettaglio del progetto entra il professore Randazzo: “La sfida che lanciamo è verso il territorio e verso chi pensa agli indirizzi liceali come incompatibili ad un’esperienza di scuola lavoro. Innanzitutto abbiamo pensato alle peculiarità dei luoghi, al loro patrimoni, nello specifico ai libri. Ne abbiamo parlato la scorsa settimana con la responsabile dei beni librari alla Soprintendenza, Marzia Scialabba, che, tra l’altro spesso si trova nella nostra Città vista l’importanza e la ricchezza della Biblioteca Comunale e di quella del Seminario, ponendo il Liceo Classico come indirizzo capofila ma senza precusione alcuna per i nostri studenti anche di altri rami”. Poi ci spiega le fasi del progetto: “Inizieremo già quest’anno con incontri di conoscenza materiale dell’oggetto libro, fisico e chimico. Il prossimo anno entreremo nello specifico con la digitalizzazione. Il motivo della scelta ricaduta su questa proposta è presto detto: Noto ha un patrimonio librario davvero significativo, dai testi dell’ottocento a quelli dei primi del novecento. Un settore tutto da esplorare per capire quali professionalità il mercato del lavoro oggi richiede, nello stesso tempo un occhio ai nostri beni. Attenzione che non è sfuggita alla Soprintendenza che ha accolto la nostra proposta stilando e controfirmando un protocollo d’intesa che nei prossimi mesi si arricchirà della firma di una nota azienda fiorentina del settore con cui materialmente far svolgere ai nostri studenti lo stage professionale”. I monumenti barocchi, la peculiarità dell’arte e delle tradizioni, ma anche quei beni storici di altissimo valore come i libri. La proposta, non a caso, ha trovato terreno fertile anche nell’Amministrazione Bonfanti. “Abbiamo illustrato il nostro progetto all’Assessore alla Cultura Cettina Raudino che si è subito mostrata entusiasta e con lei abbiamo anche allargato gli orizzonti. Fatta l’esperienza didattica, con gli specialisti della Soprintendenza, già nel prossimo mese di aprile, e l’esperienza di scuola lavoro nell’anno 2015-2016, passeremo a concretizzare l’idea di realizzare in loco un laboratorio. Un possibile centro di recupero, restauro e digitalizzazione dei libri antichi; prospettiva che si sposa perfettamente con le caratteristiche della Città, una Città che ha un patrimonio librario ragguardevole”. Non si può immaginare di creare la propria posizione professionale senza studiare, ma in egual misura, e senza distinzione di indirizzo scolastico, non si può immaginare di studiare e prepararsi al lavoro solo sui banchi di scuola. L’Istituto Raeli di Noto oltre che pensarla questa cosa , la mette praticamente in atto.

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