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Noto, una storia vera trovata in due quaderni

Incontrare la storia, quasi per caso, dei quaderni che saltano fuori per spostare un mobile e dentro ad essi un autentico tesoro di memorie. Scritte da un uomo semplice a cui non bastava la propria memoria per ripercorrere la sua vita, doveva imprimerla nero su bianco e lasciarla, quasi inconsapevolmente, ai posteri. Così la presentazione del libro “Lungo le strade del novecento – Storia di una vita Pietro Paolo Celeste”, revisore e curatore dell’opera Angelo Fortuna, per la Armando Siciliano Editore, è stato un vero e proprio salto nel passato dove le vicende personali del protagonista si intrecciano a doppio filo con gli eventi, unici, delle guerre mondiali, narrate proprio dal “di dentro”, da chi si è trovato nei luoghi e nei momenti dove si è fatta la storia. Dopo i saluti del Sindaco Corrado Bonfanti e del Vice Sindaco Cettina Raudino, sala Gagliardi di Palazzo Trigona, ha ascoltato con particolare interesse la presentazione di colui che non solo ha trovato i quaderni ma che ha deciso di dargli voce. “Pietro Paolo Celeste (Noto 1897- 1980) era fratello di mio suocero, ma entrai in contatto con i suoi scritti solo nel momento in cui trovammo i quaderni spostando un mobile. Fu una scoperta incredibile anche per come aveva scritto tutta la sua vita, e ci furono varie fasi. Prima un processo di assimilazione e successivamente di elaborazione, mentre sentivo che lui voleva parlarmi di se; e proprio da questo passaggio mi resi conto che dovevo dargli voce. Dalla consapevolezza scaturirono tutte le domande: lasciare i suoi quaderni come erano stati scritti? Intervenire con un’elaborazione? Vinse la seconda ma la sua verità, i fatti come narrati sono stati rispettati”. Forse più di un libro scritto in prima persona, nelle parole del Preside Angelo Fortuna c’è tutta la gioia di aver fatto vedere la luce a quest’opera e nel contempo la responsabilità di intervenire con fatti vissuti in prima persona nella grande storia della nostra Nazione. Non sono pochi gli episodi, infatti, in cui, come detto, Pietro Paolo Celeste era presente in prima linea. Ma, ed è questa la vera ricchezza, accanto a questo c’è la semplicità dell’uomo, che ha viaggiato in lungo e in largo per l’Italia, che ha amato ed è stato amato, e che riporta, fino alla vera commozione, gli usi e costumi di quando era bambino. “Nacque a Noto, e forte era la sua identità, tanto da farlo crollare in ginocchio, piangendo, quando, dopo tanto viaggiare tornò nella sua amata Città”. Non vogliamo raccontare tutto perché questo è un libro da scoprire pagina dopo pagina.

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