Cultura

Noto, una vita per l’arte nel segno del verbo amare

Spesso ci soffermiamo sulla bellezza della Città di Noto, il suo patrimonio artistico e quello naturalistico; e di questa bellezza pensiamo si nutrano i suoi figli. Perciò quando ci capita di vederne qualcuno che ha scelto, o per meglio dire, è stato prescelto dall’arte ci sembra un fatto assai naturale. Lei è una giovane artista, che ha già, però, girato mezzo mondo, sia per esporre (la sua prima personale è stata a Caldes de Montbui- Barcellona) sia per rappresentare l’arte italiana in posti tanto lontani ( Giappone ed America ) quanto amanti della nostra cultura e di tutto il made in Italy.

Valentina Mammana, artista, maestra infioratrice, restauratrice, moglie, mamma, arbitro di pallavolo e da qualche anno anche componente italiano del Comitato Scientifico Internazionale di Arti Effimere, con il delicato ma prestigioso ruolo di Segretaria. Tutto questo in una bionda ragazza netina dalle idee chiare e dal talento puro che ha sempre affiancato alla passione per l’arte, la rigida preparazione accademica (Accademia di Belle Arti di Catania, completata con il massimo dei voti nel 2002) che le ha permesso il rigore professionale in un ambito che di per se è fuori da ogni schema. Così nelle sue opere scorgiamo tecniche in evoluzione, proprio grazie alla padronanza acquisita negli anni dell’Accademia, e non solo, consolida le Tecniche d’incisione e consegue attestati di Calcografia e Xilografia, e nel 2003  si specializza in “Restauro e Conservazione di superfici lapidee e intonaci”. Titolo questo che le permetterà di lavorare per alcuni degli edifici più importanti della sua stessa Città, il convento del Santissimo Salvatore e Palazzo Ducezio, dove proprio la scorsa estate ha contribuito a riportare alla luce uno stemma antico maldestramente occultato. Insomma dai banchi alla pratica, con quel fuoco dentro sempre acceso che sin da subito l’ha posta sotto i riflettori che, e questo va detto, prima di tutto si sono accesi lontano dalla sua Noto. A scorgere il curriculum, a leggere alcune recensioni, ed a soffermarsi sulle sue opere il tempo non basterebbe, e sebbene lei si schernisca dietro un sorriso quasi imbarazzato ci rendiamo conto che i consensi unanimi non sono fuori luogo. “Le esperienze all’estero, sia per le mie personali che quando ho rappresentato l’Italia, instaurando dei rapporti con Ministeri ed Ambasciate di vari Paesi (San Francisco, Tel Aviv, Gerusalemme, Los Angeles, Ponteareas, Barcellona, Gamagori e Tokio) sono stati i momenti più intensi del mio essere artista. Sensazioni uniche perchè mi hanno messo a confronto e fatto conoscere realtà completamente differenti dalle nostre”. La prima personale, all’estero, arriva a giugno del 2014 a Caldes de Montbui, Barcellona, nella galleria Espai d’art Casino (la prima in Italia fu nel 2000 a Gorlago), ed all’inaugurazione della mostra, che durò due mesi, ci fu la presenza delle Autorità locali. Titolo della mostra “Voce del verbo amare”, con l’installazione della scritta Love ( di 2 metri per 4):  “Mi ha inorgoglito fare una personale in un’altra nazione mi ha dato una carica davvero non indifferente. Non nego che all’estero ho molti consensi. E la cosa che generalmente colpisce chi vede le mie opere è la tecnica, tutta mia e che ho affinato negli anni consentendomi la riconoscibilità; cioè chi vede un mio quadro lo identifica subito con l’autore.  Uso colori e materia, in piena arte contemporanea in cui mi rivedo, e dove rappresento ciò che sento”. Certo, però, una netina artista non può non avere a che fare con l’Infiorata, che Valentina incontra durante il suo percorso di studi alle superiori, l’Istituto d’Arte, ma che già a 18 anni la vede sulle sue proprie gambe e addirittura nel 2006 fa parte dell’Associazione CulturArte, di cui diventa presidente nel 2009. “Il mio sogno è quello di portare nei tappeti infiorati sempre arte originale”. Intanto i riconoscimenti anche in questo campo non si fanno attendere perchè le capacità artistiche ed anche quelle organizzative non sfuggono alla Federazione Internazionale delle Arti Effimere che dal 2012 vede tra le città federate anche Noto e dal 2013 proprio una netina all’interno del Comitato Scientifico. Un impegno prestigioso ed oneroso che la giovane Valentina affronta e sostiene con grande entusiasmo anche perchè il fine lavoro diplomatico le ha permesso di fare da trait d’union e portare proprio nei giorni dell’Infiorata 2015, Omaggio alla Catalogna, la riunione del Comitato propedeutica al grande appuntamento del 2016, il Congresso Internazionale. “Come attività specifica organizziamo i congressi, e strutturiamo la promozione delle arti effimere nel mondo, arte che nasce e muore in poco tempo”. Proprio dalla premessa dove estro e rigore in Valentina Mammana convivono egregiamente, non dimentichiamo un aspetto ovvero quello dell’impegno su alcuni temi in particolare come le installazioni per il 25 novembre, Giornata mondiale della lotta contro la violenza sulle donne, con il progetto scarpe rosse, o le tante iniziative in periodi particolari dell’anno, il presepe vivente o quello all’ingresso della città interamente realizzato con le sue mani. Ma sono solo poche delle tantissime cose realizzate principalmente per la sua città: “L’artista vive dei sogni e io nella mia vita ne ho realizzati tanti, ma ne inseguo altrettanti e così il mio cammino non si ferma. Io rappresento l’amore, con un quadro o con un’installazione, poco cambia, e questo lo voglio fare nella mia città ma senza precludermi la possibilità di prendere un aereo e andare in giro per il mondo”. Insomma con una tela o con 12 giocatori in maglietta e calzoncini davanti, o ancora tra le faccende di casa e una bimba da far studiare, Valentina Mammana resta la ragazza netina con una passione nel cuore, anzi nei tanti cuori con cui declina il suo verbo: Amare!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *