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Omicidio Leone, carabinieri a casa della vittima

Continua a rimanere ingarbugliata la matassa che avvolge l’omicidio di Elvira Leone, la 73enne insegnante dell’istituto Nautico di Siracusa in pensione, il cui corpo privo di vita è stato rinvenuto nel suo appartamento all’ultimo piano di un palazzo di piazza della Repubblica nell’aprile dello scorso anno, tre giorni dopo essere stata uccisa con un cavo annodato attorno al collo. E’ sempre più difficile per gli investigatori trovarne il bandolo, anche se le indagini proseguono a ritmo serrato e si arricchiscono negli ultimi giorni di ulteriori novità. Infatti, il sostituto procuratore Antonio Nicastro insieme con i carabinieri del nucleo investigativo del Comando provinciale di Siracusa, hanno eseguito la scorsa settimana un sopralluogo all’interno dell’abitazione dove ha vissuto la vittima. Una “visita” programmata dalla quale non emerge alcun dettaglio al momento. L’abitazione di Elvira Leone è stata già passata al setaccio dai carabinieri del Ris di Messina, già all’indomani del ritrovamento del cadavere. Tutti gli elementi raccolti, anche i più insignificanti sono stati oggetto esame di laboratorio dal quale potrebbero essere emersi dei particolari da riscontrare e confrontare con ulteriori verifiche sul posto; potrebbero essere emersi nuovi elementi che bisognava riscontrare sul luogo del delitto. Insomma, non si lascia nulla d’intentato e per tale motivo sono diverse le piste che gli investigatori stanno battendo non trascurandone alcuna.

Sotto l’aspetto investigativo si rimane nel campo delle ipotesi, che hanno avuto un’accelerazione negli ultimi mesi. Dopo la lettura nel mese di novembre delle volontà testamentarie della donna, si sono fatti insistenti gli indizi al punto che in più circostanze si è parlato di svolta alle indagini. Come nei primi giorni di gennaio quando gli inquirenti avevano ristretto il campo delle indagini a un gruppo di persone, una delle quali, di nazionalità straniera, interrogata nella caserma del comando provinciale dei militari dell’Arma.

A quattordici mesi da quel delitto, il pubblico ministero rimarca l’impegno costante sul caso. “Non molliamo”, si limita a dire il Pm Nicastro.

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