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Operazione antimafia Kronos, condannati francofontese e ferlese

I Carabinieri delle Stazioni di Francofonte e di Ferla hanno arrestato il 33enne Rosario Bontempo Scavo, originario di Lentini, e il 57enne, Antonino Galioto entrambi già noti agli ambienti giudiziari, in esecuzione di un ordine di carcerazione messo dalla Procura Generale della Corte di Appello di Catania.

Gli arrestati sono stati riconosciuti colpevoli del reato di associazione mafiosa pluriaggravata per il quale Bontempo Scavo è stato condannato a espiare la pena di otto anni, mentre Galioto deve scontare otto anni e otto mesi di reclusione con, per entrambi, la pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

La sentenza è divenuta definitiva il 21 dicembre scorso per fatti commessi fino all’anno 2016 nella parte nord della provincia aretusea.

I due, risultati affiliati al clan mafioso Nardo, erano stati arrestati il 20 aprile .2016 a conclusione di articolata attività investigativa, denominata Kronos, condotta dal ROS Carabinieri di Catania.

Un’operazione che aveva azzerato la famiglia mafiosa del calatino quella condotta dai carabinieri del Ros e dei Comandi Provinciali di Catania, Ragusa, Siracusa ed Enna nei confronti di 28 persone gravemente indiziate per associazione mafiosa, omicidio, estorsione e reati in materia di armi. Il provvedimento scaturisce da un’articolata attività investigativa condotta dal Ros in direzione della famiglia mafiosa di Caltagirone di cui sono stati ricostruiti gli assetti organizzativi, gli ambiti operativi e le relazioni con altri gruppi mafiosi anche esterni alla provincia di Catania.  In particolare le indagini, che hanno consentito di accertare le responsabilità del sodalizio in un duplice omicidio commesso a Raddusa (Catania), hanno documentato numerosi incontri tra gli esponenti di vertice di cosa nostra della famiglia calatina, dei “Santapaola” e del clan “Nardo” di Lentini, volti all’individuazione del rappresentante provinciale di Catania e alla gestione condivisa dei proventi estorsivi derivanti da appalti pubblici e privati.

Gli arrestati sono poi stati associati presso la Casa di Reclusione di Augusta – Brucoli.

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