Se te lo fossi perso

Palermo, mazzette per pensioni di invalidità. Condannati medico e imprenditore

Vino, olio, gamberoni, astici, ma soprattutto soldi: sono queste “regalie” che Leonardo “Armando” Gaziano, ormai ex medico ortopedico dell’Asp di Palermo in servizio a Bagheria, avrebbe ottenuto da due imprenditori perché li favorisse e dirottasse i suoi pazienti nelle loro ditte sanitarie. Gaziano avrebbe anche intascato tangenti per rilasciare certificati sanitari senza neppure visitare i malati, attestando patologie gravi, per permettere loro di ottenere la pensione di invalidità. Il medico ha patteggiato una condanna a 2 anni e 8 mesi, che ormai diventata anche definitiva.

Davanti al gup Emanuela Carabotta, ha patteggiato anche Giuseppe Nicoletti, che avrebbe mediato tra i pazienti e l’Asp per il rilascio dei certificati medici: la condanna, anch’essa definitiva, è di 4 anni. Per un imprenditore, che era stato arrestato a marzo scorso con agli altri due imputati, Massimiliano Contino, i pm Gianluca De Leo ed Andrea Zoppi hanno chiesto ed ottenuto il giudizio immediato. Il processo inizierà davanti alla terza sezione del tribunale a dicembre.

Dalle indagini della squadra mobile era emerso che Nicoletti gestiva un sistema clientelare al quale facevano ricorso vari soggetti per ottenere indebitamente delle prestazioni, riconoscendo allo stesso un compenso per l’attività svolta che, a sua volta, utilizzava parzialmente per corrompere medici in modo da ottenere certificazioni necessarie all’erogazione previdenziali/assistenziali”. Documenti che sarebbero stati pagati da 100 a 250 euro l’uno. Ed era un sistema molto fiorente, visto che nelle sue due abitazioni, nascosti in scatole e cassetti, i poliziotti sequestrarono ben un milione e 200 mila euro.

In queste operazioni Nicoletti avrebbe trovato sponda in Gaziano, che con i documenti rilasciati senza neppure visitare i pazienti avrebbe consentito loro di ottenere pensioni di invalidità a cui non avrebbero avuto diritto. L’ortopedico ha intascato mazzette anche per favorire aziende “amiche”, come ha svelato un imprenditore che aveva approfittato dello stesso sistema e poi aveva deciso di parlare coi pm. Il medico dell’Asp in cambio di soldi, ma anche di pesce, olio e vino – dirottava i suoi pazienti nelle sanitarie disposte a pagare le mazzette

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