Se te lo fossi perso

Passaggio Siam-Aretusacque: l’odissea dei rimborsi e le nuove cauzioni

Per gli utenti siracusani dell’acqua alle prese con guasti ripetuti e forniture a singhiozzo c’è anche la questione depositi cauzionali versati all’ex gestore SIAM che ancora detiene in gran parte nelle sue casse. Un piccolo tesoretto che riguarda oltre 27.000 utenze per un ammontare che fino a qualche settimana fa era poco meno di un milione e 400 mila euro.

Secondo i dati in possesso del Comune di Siracusa, alla data del 13 ottobre scorso, solo il 18% dell’ammontare accantonato è stato restituito agli aventi diritto. Al momento del passaggio di consegne da Siam ad Aretusacque, avvenuto il 25 giugno 2026, il totale dei depositi cauzionali in mano all’ex gestore era pari a 1.683.661 euro riferito a 33.071 utenze. Di queste, nei successivi 4 mesi, solo 5.781 hanno ottenuto il rimborso dei depositi per un controvalore di 304.354 euro.

La contabilità residua al 13 ottobre riportava perciò una rimanenza di 1.379.307 euro come corrispettivo di 27.290 utenti, ossia, a 4 mesi dal passaggio, poco meno di un quinto del totale ha finora ricevuto indietro i soldi della cauzione.

Non risulta, infatti, che Siam, in occasione del passaggio di gestione del servizio idrico, abbia trasferito tali somme alla subentrante Aretusacque, né avviato una restituzione d’ufficio verso i clienti migrati.

L’unica via al momento praticabile per accedere ai rimborsi è perciò quella di provvedere autonomamente attraverso le indicazioni fornite dalla stessa SIAM sulla home page del proprio sito dove si invitano gli eventuali alla compilazione di uno specifico modulo da trasmettere via mail all’indirizzo utenza.siamspa@legalmail.it.

Prima di inoltrare l’istanza, occorre consultare l’ultima bolletta ricevuta da SIAM per verificare la presenza del credito a proprio favore. Se l’importo è valorizzato si può procedere all’estrazione del documento sul quale vanno inseriti i dati anagrafici dell’intestatario del contratto di fornitura, il numero e la data della bolletta a cui si fa riferimento e la cifra in essa indicata come anticipo cauzionale. Lo stesso modulo richiede l’indicazione di un conto corrente bancario o postale dove SIAM, una volta effettuati i controlli di spettanza e le eventuali morosità, accrediterà la somma residua.

Il modulo non indica altre modalità di rimborso. In assenza di un IBAN non è specificato come ottenere il proprio dovuto.

E da un rimborso che si spera di ottenere su richiesta, alla trattenuta imposta per gli stessi fini cauzionali dal nuovo gestore Aretusacque che ha intanto smentito la notizia diffusa qualche giorno addietro sulla richiesta di 300 euro in maniera indistinta. Il deposito cauzionale, è stato spiegato, viene disciplinato nei limiti e nelle condizioni da una delibera ARERA, l’ente nazionale che regolamenta i settori dell’energia elettrica, del gas, dell’acqua, dei rifiuti e del teleriscaldamento, e si calcola in base allo storico dei consumi o, in loro assenza, su una stima degli stessi.

Aretusacque ha stabilito di procedere all’introito delle cauzioni attraverso tre bollette: nella prima tratterrà il primo 50% dell’importo calcolato, mentre la seconda metà verrà divisa nelle due bollette successive.

In termini di cifre il nuovo gestore ha comunicato agli uffici comunali una stima sugli importi medi che verranno trattenuti: per un’utenza tipo, ad esempio, da 55 metri cubi annui il deposito previsto è di 24,03 euro. Se l’ utenza ha un consumo annuo fino a 500 m³, con la domiciliazione bancaria o postale è possibile ottenere la restituzione del deposito cauzionale versato, insieme ai relativi interessi maturati.

Parlando perciò di cifre, secondo i calcoli previsionali del nuovo gestore, i depositi richiesti per le 7.265 utenze domestiche con nucleo di 3 componenti l’importo medio è di 63,69 euro, mentre per un’utenza tipo da 55 metri cubi annui il deposito è di 24,03 euro.

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