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Il pm Antonio Di Matteo a Siracusa: “Prescrizione, una sconfitta”

Oggi il sistema politico interagisce con la mafia attraverso la corruzione. La reazione istituzionale a livello legislativo è spesso schizofrenica. C’è la sensazione che il sistema proceda a due velocità, quello repressivo che è efficace, quello politico insufficiente quando i fenomeni criminali orientano i finanziamenti pubblici destinati a coloro che dimostrano di essere più potenti”. Non ha mezzi termini Antonio Di Matteo, ieri sera all’Iscisc di Siracusa, per affrontare, su invito dell’associazione Libera, il tema della collusione.

Il magistrato ha fatto l’esempio del numero dei detenuti in carcere: “Su 55 mila unità in Italia, solo 25 scontano la pena definitiva per reati di corruzione o contro la pubblica amministrazione. Ciò significa o che sia marginale il fenomeno oppure, e io propendo per la seconda ipotesi, questi fenomeni godono di un’insopportabile impunità con una sentenza di prescrizione del reato che garantisce il novanta per cento degli imputati. La prescrizione credo sia una sconfitta di tutta la società”.

“Oggi sappiamo molto sulle stragi di mafia e sui delitti eccellenti – dice – Tanto è stato fatto per individuare i cosiddetti macellai di cosa nostra. Poco sappiamo, invece, sulle compartecipazioni quando non della protezione da parte di uomini che non appartenevano a cosa nostra. Noi abbiamo oggi il dovere di reagire. Però, non vedo lo sforzo politico verso un approfondimento del fenomeno quanto diffidenza, ostacoli, resistenze”.

Di Matteo mette in guardia tutti. “Oggi la mafia ha cambiato pelle – dice – E’ importante per i mafiosi il rapporto con il potere. Non sempre lo Stato ha avvertito la necessità di rescindere ogni legame con la mafia. Sia per la sottovalutazione di quest’aspetto sia per convenienza politica ed elettorale oltre che per adesione culturale al metodo mafioso legato all’esercizio del potere. Sbaglia chi pensa che la mafia sia contrapposta alle istituzioni. Cosa nostra ha sempre pensato ad una pacifica convivenza”. Ultimo aspetto quello relativo alla condizione odierna del potere mafioso. “Sono preoccupato quando si dice che la mafia sia in ginocchio – afferma il magistrato – Le teste pensanti sono molto attive. Oggi la mafia si attesta nel mondo economico, s’insinua nei vari settori commerciali attingendo a finanziamenti pubblici”.

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