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Progetto Efian, a Noto la progettazione architettonica

Presentato in Sala Gagliardi il progetto EFIAN (Experimental Fruition Ingenious Ancient Noto) che nasce dalla collaborazione tra società private (Service & Advice s.r.l. di Palermo e Siqilliya di Barcellona Pozzo di Gotto) e gruppi di ricerca delle Università di Palermo ( Dipartimento di Architettura) di Catania (Struttura didattica speciale di Architettura di Siracusa) e il Comune di Noto, nell’intento di ricostruire, attraverso le tecniche digitali più avanzate, e rendere visivamente godibile l’immagine di luoghi e monumenti di Noto Antica prima del forte terremoto dell’11 gennaio 1693 che ne causò la distruzione e l’abbandono.
I partner sono stati i protagonisti della conferenza lancio per entrare nei dettagli del progetto che è stato finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MIUR) all’interno del Programma Operativo Nazionale “Ricerca e competitività” (PON R&C) 2007-2013. EFIAN è stato valutato dal MIUR il migliore a livello nazionale, classificandosi al primo posto nella graduatoria nazionale redatta dal Ministero tra i progetti finanziati con il BANDO START UP LINEA 2 CULTURA AD IMPATTO AUMENTATO. Diversi gli interventi programmati, tanti i professionisti presenti in Sala e le autorità, ad aprire i lavori il Sindaco di Noto, Corrado Bonfanti, subito dopo la lettura del telegramma inviato dall’Assessore Regionale dei Beni culturali e dell’ identità siciliana Antonio Purpura, atteso ma impossibilitato a partecipare per impegni istituzionali: “Non entro nei particolari del progetto ma ci tengo ad evidenziare la nostra volontà di far vivere e di far prendere consapevolezza del tesoro inestimabile che rappresenta Noto Antica- ha esordito il Sindaco- che con Efian potrà ricevere un significativo rilancio per la fruizione turistica del sito. Su questo mi preme, altresì, ricordare e menzionare il grande lavoro fin qui svolto dall’Isvna ( Istituto per lo Studio e la Valorizzazione di Noto e delle sue Antichità) presieduto dall’avvocato Balsamo, presente e di cui ascolteremo la relazione nel contesto della serata odierna. Infine plaudo alla collaborazione che si è instaurata tra pubblico, privati, e università; senza sinergie certi brillanti risultati sarebbero impossibili”. L’intervento in Sala Gagliardi del Sindaco ( presenti in prima fila il Presidente del Consiglio Comunale Corrado Figura, e gli Assessori Sebastiano Ferlisi, Cettina Raudino e Frankie Terranova) è stato seguito dal Professore Bruno Messina, Università degli Studi di Catania: “Atraverso uno studio storico il nostro progetto è destinato ad essere una vera e propria start up d’impresa. Il tutto si fonda sulla sinergia tra le due Università, che si occuperanno della ricerca storica ed iconografica, nel secondo momento ci sarà la ricostruzione in immagini tridimensionali”. Professore Calogero Rizzuto, Soprintendente di Siracusa: “Per me tornare a Noto è un’emozione grandissima visto che per dieci anni ho lavorato qui. Possiamo proprio affermare che il terremoto degli anni novanta ha segnato uno spartiacque con il passato ed ha consegnato agli studiosi nuovi approcci e nuove tecniche. Hanno sempre detto che gli architetti vedono i luoghi con l’immaginazione, ebbene oggi la tecnologia viene incontro proprio alla nostra immaginazione”. Poi è stato il momento del Professore Marco Rosario Nobile, un curriculum ricco di pubblicazioni e di progetti premiati e finanziati, come quest’ultimo, addirittura come miglior progetto:”Noto Antica ha il più grande centro storico abbandonato, un pò come sta accadendo a l’Aquila. Qui ci sono dei siti straordinari anche se alcune zone sono quasi inaccessibili come quella della Piazza principale. Ciò avviene perchè è una città che si è stratificata nei secoli, ed a noi occorreva scegliere un periodo da rappresentare abbiamo optato per l’alba del 1963, l’anno del terribile terremoto. Cercheremo di rappresentare i monumenti e i luoghi simbolo, e devo ringraziare Vicenzo Belfiore, studioso netino, che mi ha fornito delle immagini in grado di aiutarci a ricostruire, ad esempio, la chiesa del Carmine. Grazie ad Anotonello Capodicasa poi, siamo riusciti a risalire all’identità di alcuni architetti del tempo che ci hanno, fortunatamente, lasciato altre opere. Questa sorta di comparazione postuma ci servirà ad avvicinarci alla realtà in assenza di documenti più sicuri”. Sulla sua scia l’intervento della Professoressa Maria Mercedes Bares : “L’area del Castello Reale è quella che ha maggiori ruderi, grazie agli scavi del 2007; ha lunghi tratti di mura , la torre e la cappella di San Michele dove c’erano le funzioni religiose del castello”. Con questi inteventi, grazie anche a delle immagini proiettate, i presenti hanno fatto un passo nel passato e in qualche modo nel futuro con un assaggio del tipo di proposta che Efian si appresta a realizzare. A seguire l’intervento del Professor Emanuele Fidone: ” Il nostro ruolo riguarda la parte della progettazione architettonica, per farlo dobbiamo connettere e rivitalizzare la materia. I tre elementi fondamentali del nostro lavoro saranno: architettura, immaginaria ed esistente, archelogia, e paesaggio. Cocretamente stiamo immaginando dei:
– luoghi di sosta – visione – paesaggio
– sistema dei percorsi- racconto e rilettura della citta scomparsa
– totem ( collegano i vari punti di sosta) riferimenti/introspezione.
Un percorso parlante dove l’eternita delle rovine prenderà vita attraverso Efian”. Come detto il progetto è frutto di una sinergia tra pubblico, privato e università, a tal proposito interessante l’intervento programmato del dottor Andrea Giostra, della Service & Advice: “Questo progetto è finalizzato a valorizzare il patrimonio ad impatto aumentato, ciò significa che un maggior numero di persone potra fruirne. Altro aspetto è il modus operandi: fare impresa crea sviluppo e lavoro, ma questa è una scommessa molto ambiziosa perche quello che ci chiede il ministero è qualcosa di diverso. Noto Antica è la fotografia di un periodo storico della intera Sicilia, noi lo abbiamo presentato nel 2013 e già dopo un anno la tecnologia più avanzata ci da altri e più sofisticati strumenti, come il google glass: ci basterà indossare un paio di occhiali per vedere il monumento dove nella realtà è rimasto solo un rudere. Avremo un sito in cinque lingue, tra le quali il russo, il cinese e l’arabo ovvero i nuovi mercati, perchè la nostra progettualità si sviluppa su tre livelli: economico aziendale, architettonico, e amministrativo, che poi erano i livelli di valutazione adottati dal Ministero. E voglio inoltre ringraziare il Comune di Noto subito ricettivo”. Infine Francesco Balsamo fondatore e presidente dell’Isvna: “Essere coinvolti in questo progetto è un riconoscimento per tutto l’Istituto che ho fondato nel 1970; ricerca delle fonti, studio di documenti, un’attività instancabile da quasi 45 anni. Dal 1983 facciamo la Festa dell’Alveria, un modo per tenere alta l’attenzione su Noto Antica, ma mi rendo conto che è molto poco rispetto a quanto si dovrebbe fare, ora con Efian possiamo finalmente far balzare il nostro prezioso sito ad un livello più alto nelle proposte turistiche. É davvero qualcosa su cui si gioca il futuro culturale ed economico della nostra Città”. Si registrava poi l’intervento del Vice Sindaco di Noto ed Assessore al Turismo e Spettacolo, Frankie Terranova: “Stiamo lavorando all’accessibilità del sito e non va dimenticato che all’interno della Città, Efian innesterà una serie di attività legate alla fruizione di Noto Antica: trasporti, guide turistiche ed altro. Sarà un prestigioso attrattore per il futuro”.
E.V.

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