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Progetto Siracusa: “Cosa altro deve accadere perché l’Assessore Troia si dimetta” ?

Comunicato stampa diffuso dall’avvocato Ezechia Paolo Reale dal titolo: “Cosa altro deve accadere perché l’Assessore Troia si dimetta” ?
 
«Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure».
A guardare la nostra situazione politico-amministrativa però qualche dubbio inevitabilmente sorge. Siamo stati spettatori, insieme alla collettività, di un valzer di congetture ed ipotesi riguardanti una recente conferenza stampa sull’Inda per la quale sembrava essersi voluto mettere un bavaglio ad una giornalista non gradita, notizia peraltro prontamente smentita dal Sindaco, che non ha nascosto il proprio disappunto per il fatto che tale informazione, che lui dichiara essere falsa e che in effetti nessuno ha confermato, fosse circolata sul web.
Diamo per scontato che la notizia fosse falsa, perché diversamente l’assenza di qualunque reazione da parte della testata interessata e dell’Ordine dei Giornalisti ridurrebbe a scadenti personaggi da barzelletta coloro a cui è affidato l’esercizio di un importante diritto costituzionale.
L’informazione non è sempre tradizionale, ed anzi spesso viaggia in bit, ed un recente episodio rafforza i dubbi sull’insofferenza alla critica di chi governa la nostra città.
Il caso riguarda la qualità del servizio di refezione scolastica e le proteste allarmate dei genitori.
Sulla gestione della refezione scolastica Progetto Siracusa già più volte ha espresso forti perplessità, lamentando come la stessa abbia avuto inizio solo a metà del mese di gennaio, ad anno scolastico, quindi, ampiamente avviato, come le tariffe abbiano subito un aumento sproporzionato e come, di conseguenza, si sia dimezzato il numero di bambini che hanno potuto fruire del servizio.
Quello che oggi lascia stupefatti, però, è la dichiarazione con la quale l’Assessore Troia “conferma che assieme alle commissioni mensa si sta valutando la possibilità di presentare una denuncia alla Polizia postale per i messaggi allarmistici e per alcune informazioni infondate diffuse ieri nella Rete”.
Probabilmente l’Assessore ama la comunicazione smart e digitale solo quando non vi è traccia di critica verso di lei e verso l’amministrazione che rappresenta.
Anziché lamentare un, evidentemente inesistente, “procurato allarme” l’Assessore Troia dovrebbe velocemente dimettersi, insieme alla collega Assessore Scorpo, evitando alla città il “procurato imbarazzo” che deriva dalla loro azione amministrativa in materia di politiche scolastiche e di assistenza.
Quanto alle giuste perplessità manifestate dai genitori, mi chiedo se l’Assessore Troia e le Commissioni Mensa abbiano effettivamente idea del cibo distribuito quotidianamente agli alunni nelle scuole materne statali, dopo aver prima trionfalmente sbandierato la qualità a chilometro zero e poi minacciato denunce e processi.
Distribuire cibo avariato ai bambini è un gesto criminale e siamo ovviamente tutti felici e sollevati che le analisi abbiano dimostrato l’assenza di batteri. Ma l’Assessore Troia sembra dimenticare che compito dell’amministrazione è quello di vigilare affinchè la refezione scolastica rispetti non solo, ovviamente, gli standard sanitari, ma anche quelli qualitativi richiesti dalla gara d’appalto e dal buon senso comune.
Chieda un po’ in giro, non a suoi adulatori, e se non ha esperienza di bambini si faccia spiegare, quale cibo, compresa la frutta, sia stato fino ad oggi fornito ai bambini dai gestori di quel servizio per il quale lei non accetta critiche e comincerà forse a farsi un’idea più precisa di quanto giusto e giustificato sia stato lo sconcerto e l’allarme dei genitori davanti anche alla sola eventualità (evidentemente ritenuta plausibile) che i propri figli avessero ingerito cibo avariato.
Chiedere scusa ai genitori ed ai bambini per l’enorme e mai verificatosi ritardo con il quale ha avuto inizio la refezione e per l’insostenibile aumento delle tariffe del servizio; chiedere scusa a tutti per una reazione arrogante di fronte a legittimi e giustificati allarmi dei cittadini e per la pretesa infondata di ritenere che la Polizia Postale (e immagino anche la Procura della Repubblica) siano al servizio dei capricci suoi e dell’amministrazione comunale. E presentare le proprie dimissioni: un gesto di dignità.
Il Portavoce di PROGETTO SIRACUSA Ezechia Paolo Reale

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