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Comitato spontaneo: “Non sprechiamo ulteriori risorse pubbliche su quell’ecomostro”

Il Comitato spontaneo per la demolizione della copertura ecomostro del parcheggio Talete, chiede al Sindaco di Siracusa di fermare ogni altra azione amministrativa e/o progetto che indirizzi ulteriori risorse pubbliche, oltre quelle già ampiamente utilizzate, sulla indecorosa e pericolosa struttura.
Animati da spirito costruttivo e collaborativo, ci permettiamo nuovamente di ricordare che solo negli ultimi anni l’attività di manutenzione della copertura del Talete, trattato alla guisa di un “capannone industriale” (sic), è costata circa 300.000 euro, che, se si dovessero sommare ai 57.000 euro circa previsti per l’ulteriore “restyling” programmato (ed alle ulteriori spese da quantificare, a detta dello stesso Sindaco, per l’adeguamento dell’impianto elettrico e di illuminazione), costituirebbe certamente una cifra esorbitante, specie se messa in relazione alla struttura stessa da preservare.
Circa 400.000 mila euro di spese, e con quale risultato, se non quello di condannare Ortigia, città dalla bellezza millenaria, a convivere ancora, e chissà per quanto ancora, con un muro di cemento lungo trecento metri ad occupare uno splendido lungomare?
Per queste ragioni, riteniamo sia necessario ed inderogabile interrompere ogni procedura che abbia come fine interventi di qualunque natura sull’ecomostro, palliativi, e sia, viceversa, saggio riaprire un dibattito serio e aperto con la cittadinanza, evitando di creare i presupposti per ulteriori ostacoli alla liberazione della marinella del levante in danno alla città ed alla comunità.
Esortiamo il nostro Primo Cittadino a riflettere su questa iniziativa ed a divenirne promotore; qualunque sia il livello di difficoltà, è giunto il momento di affrontarlo senza rimandare ulteriormente e senza sprecare altro denaro pubblico; si cerchino, anche nell’ambito dell’amministrazione regionale, tutte le possibili soluzioni tecniche, giuridiche e finanziarie.
In merito a quel tratto di costa dal mare limpido, inoltre, si faccia opportuna chiarezza sui progetti in corso per eventuali nuovi porti turistici da realizzare tra i bracci del Talete; non ci sembra che ci sia adeguata informazione su questo argomento e in considerazione di quanto avvenuto per le incompiute dei grandi approdi che dovevano essere realizzati nel Porto Grande, si esprime ragionevole preoccupazione nell’interesse della tutela della preziosa risorsa costiera siracusana, tristemente a lungo devastata e poco accessibile.
Noi sosteniamo che quei trecento metri di mare limpido siano una risorsa da valorizzare con scelte e modalità sostenibili per l’ambiente e, allo stesso tempo, capaci di importanti ricadute economiche diffuse nella microeconomia locale.
Abbiamo accolto con favore e speranza per un futuro migliore ed a portata di cittadino la (pur migliorabile) rete ciclabile cittadina ed i recenti annunci sulle future ciclovie, ma troviamo poco coerente parlare di ambiente e sostenibilità allorquando proprio la più grossa piaga ambientale – non sostenibile! – si trova ancora lì, incagliata barbaramente come una vecchia e arrugginita petroliera in avaria sul levante di Ortigia.
Con ciò, ed è proprio questo il senso del presente messaggio, auspichiamo che la città si possa davvero unire: politica, imprenditori e cittadini, dimostrando di essere una comunità all’altezza di correggere alcuni errori che sono sotto gli occhi di tutti, così ritrovando finalmente un punto di ragionevole equilibrio fra tutti i legittimi interessi e le sacrosante aspettative legate al benessere collettivo.
Siracusa, 13 febbraio 2021

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