Home / Se te lo fossi perso / Attualità / Sicilia, incendi e alluvioni: la Protezione Civile che non c’è e il fallimento della politica

Sicilia, incendi e alluvioni: la Protezione Civile che non c’è e il fallimento della politica

Acqua d’inverno e fuoco d’estate. Anche per l’alluvione di stanotte in Sicilia si contano i danni del maltempo; ma nel territorio di Siracusa non scherziamo per inefficienza e mala politica. Abbandono e ritardi. Incapacità e indifferenza. Interventi dei vigili del fuoco, di polizia e carabinieri per i disagi in cui sono incorsi i cittadini e per i danni sofferti dalla rete viaria allagata, tombini divelti e caditoie intasate dalla spazzatura accumulata durante la lunga estate con l’acqua che supera il metro di altezza; tutto ciò registra l’assenza di una politica locale in perenne apatia, abulica condizione e tanta leggerezza nella città, dove si paga la tassa sui rifiuti più alta d’Italia.

Una Protezione Civile fuori dalla realtà che ci circonda e un’allerta approssimativa, che non fornisce il più delle volte le necessarie informazioni e nemmeno la preparazione logistica per la realtà in cui gli incendi d’estate e le forti piogge ininterrotte, cadute per ore con richieste d’interventi continui. Ancora una volta sono stati i carabinieri, la polizia e i vigli del fuoco a intervenire senza un coordinamento unificato. Un fallimento del governo locale e regionale. L’emergenza ha fatto scattare l’allarme di routine con la collaborazione delle forze di Polizia e dei Vigili del Fuoco che hanno garantito il servizio di viabilità e soccorso fino alle possibilità logistiche, per arrendersi di fronte alla realtà che registra un territorio abbandonato e senza un piano preventivo d’intervento capace di garantire il minimo consentito dalla logica dei fatti. E questo non è solo nel capoluogo, ma in tutta la provincia di Siracusa; segno che la realtà non contempla un valido piano d’emergenza; vigili del fuoco e forze dell’ordine sono intervenute a Siracusa, Sortino, Floridia, sulla Strada Provinciale Noto/Pachino e all’altezza dello svincolo per Canicattini Bagni. A Lentini, sulla Strada statale in più punti; Brucoli isolata a causa dello straripamento del fiume Porcaria. Questo è solo una sintesi, ma la realtà è ben diversa, già dimenticata, un “passato il santo passata la festa”. Chiusi uffici pubblici, cimiteri, asili nido, scuole per permettere di verificarne agibilità e accessibilità, vittime di un’endemica assenza di manutenzione i un territorio abbandonato. Un regalo ai siciliani dal governo Crocetta e del Pd.

Le responsabilità della politica sono gravi; ma la prima risposta all’emergenza, deve essere garantita a livello locale, dalla struttura comunale, l’istituzione più vicina alla popolazione residente, il sindaco. Il primo cittadino è il responsabile della protezione civile in ogni Comune, attraverso un’azione integrata e coordinata con la Provincia, che non c’è più, la Prefettura, la Regione, fino al coinvolgimento dello Stato in caso di emergenza nazionale. È stata disarticolata la catena di controllo, con una Protezione Civile che si ritrova depotenziata e disarticolata a tutti i livelli e che deve fare i conti con una macchina dei soccorsi inceppata e che non riesce più a ripartire.

Concetto Alota

Informazioni su Redazione

Un commento

  1. L’unica cosa che funziona veramente bene sono gli stipendi di questi politicanti e di tutti i loro amichetti.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

*