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Simulazione di reato: assolto un canicattinese

Era finito sotto processo per avere accusato due cittadini extracomunitari di averlo massacrato di botte. Il reato a lui contestato era quello di simulazione di reato. Per gli inquirenti l’uomo avrebbe accusato ingiustamente dei migranti di averlo picchiato. Il tribunale penale ha emesso sentenza di assoluzione nei confronti del canicattinese per avere agito in stato di necessità.

Il 53enne era finito nei guai anche per il reato di odio etnico e razziale per una vicenda che risale al 13 settembre dello scorso anno quando l’imputato si è recato sanguinante alla caserma dei carabinieri di Canicattini per denunciare di essere stato aggredito e malmenato da 2 extracomunitari. In favore dell’imputato ha reso testimonianza un sacerdote della cittadina collinare, mentre il legale difensore, avv. Paolo D’Orio, ha sottolineato come l’uomo faccia vita parrocchiale e mai abbia discriminato per motivi etnici né manifestato razzismo nei confronti di alcuno. L’imputazione era scaturita da una denuncia raccolta dai carabinieri di Canicattini a cui l’uomo affermava di essere stato picchiato da due extracomunitari che realmente gli provocarono lesioni; ma per la necessità di non subire più aggressioni, visto che è un uomo mite, riferì ai militari dell’Arma che l’aggressione fosse avvenuta in luogo diverso da quello in cui realmente erano accaduti. Il 54enne è stato riconosciuto persona non punibile dal Tribunale che ha sentito anche Roberto Conigliaro specialista in Neurologia e Psichiatria.

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