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Siracusa. Canale Galermi: gli agricoltori denunciano e puntano il dito sull’assessore Bandiera

Continua il silenzio istituzionale sulla questione del Canale Galermi, rimasto a secco con danni milionari per gli agricoltori. Gestito dal Genio Civile per la parte amministrativa e dal Consorzio di Bonifica 10 Siracusa-Lentini per la parte tecnica. Nessuno chiarisce come stanno le cosa, lasciando in aria la delicata questione. Le promesse fatte nei giorni scorsi dagli enti preposti, si sono rivelate carta straccia.

Intanto, il comitato spontaneo dei proprietari dei terreni, hanno incaricato un legale di fiducia decisi a portare all’attenzione della magistratura inquirente quello che definiscono uno “scandalo”, con, oltre al grave danno, la beffa.

Gli agricoltori dei terreni interessati puntano il dito sull’assessore all’agricoltura Edy Bandiera (siracusano) e sull’intero governo Musumeci. “Uno scandaloso silenzio non può giustificare il ruolo e le funzioni degli addetti ai lavori che hanno abbandonato, di fatto, un’opera storica quanto utile” – così i danneggiati accusano il silenzio e il rimballo tra i responsabili. Secondo il comitato che si è formato spontaneamente, “…l’assessore Bandiera non appare quando ci sono problemi da risolvere, ma è normalmente presente quando ci sono anniversari o eventi con medaglie e complimenti; lui che conosce bene le tematiche assistite per la penuria dell’acqua all’agricoltura nella provincia di Siracusa, per averci lavorato per anni”. Ma è ancor più grave il silenzio dei rappresentati siracusani alla Regione e alla politica in generale.    

“Il Canale è ormai a secco nonostante nella Finanziaria 2017, di cui sono stato il relatore, su mio emendamento, erano stati stanziati, in Commissione Bilancio, oltre un milione cinquecentomila euro per i lavori di manutenzione straordinaria del Canale Galermi, suddivisi in 520 mila euro per il 2017, 520 mila per il 2018 e 520 mila per il 2019. Lo ha dichiarato Vincenzo Vinciullo intervenuto nella questione, a conferma di una reproba gestione e abbandono dell’opera nel silenzio generale delle istituzioni ed enti preposti.

C.A.

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