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Siracusa. Raccolta differenziata: nei centri di raccolta non si può conferire carta e cartone

Ancora un problema per i cittadini sulla raccolta differenziata dei rifiuti. Neanche il tempo di arrivare a regime con sacrifici e una campagna di prevenzione difficile da attuare, mediante telecamere, multe e altro per una situazione di forte disagio, che un altro problema spunta sulle spalle dei siracusani.

È il racconto di un giovane commerciante siracusano R.I. che conferma tale siffatta situazione. Per la sua attività produce tanto cartone, e da buon cittadino si reca due o tre volte al mese nei centri di raccolta comunale di Contrada Rinaura o in Contrada Targia, per lo smaltimento in modo da evitare la raccolta di cumuli di cartone nella pubblica via. Lodevole, se non per il fatto che già per la seconda volta si è recato nel Centro di Contrada Rinaura per il solito conferimento del cartone accumulato, ma con tutta risposta gli addetti ai lavori gli hanno detto: “La carta e il cartone non si possono più conferire perché la ditta ha perso l’appalto”.  Senza altra spiegazione, l’interessato ha chiesto lumi, ma non è stato chiarito il vero motivo o cosa sia davvero successo. Per logica deduzione, visto che gli altri rifiuti si possono conferire, sarebbe solo per il cartone e la carta che la ditta appaltatrice avrebbe perso la gara. A meno di un chiarimento da parte dell’Amministrazione comunale, il mistero rimane e la domanda, è: Ma allora perché nei carrellati dei condomini la carta e il cartone vengono normalmente ritirati?        

L’accaduto conferma ancora una volta che l’organizzazione così come predisposta dal Comune di Siracusa, in uno alla società che gestisce il servizio di raccolta, è debole e a tratti rovinosa.  Si deve aggiungere, giocoforza, a tutte le discrepanze in atto che compongono una quadro disarmante in una città piena di rifiuti in ogni angolo, che insistono tutti i presupposti per la consumazione del reato dell’interruzione di pubblico servizio e da valutare la violenza privata. In tale siffatta condizione, la responsabilità di merito ricade non solo verso la società che eroga il servizio, ma anche verso la Pubblica Amministrazione, il Sindaco e la Giunta sono responsabili dell’omesso controllo sui funzionari e dirigenti delegati alla gestione del servizio affidato a società esterne.

La città di Siracusa ha la necessità di una pulizia e raccolta straordinaria dei cumuli di spazzatura sparsi in lungo e in largo, specie nelle periferie, dove sarà necessario procedere ad una robusta pulitura con disinfettanti lungo le strade e i marciapiedi. Insomma, bisogna, occorre uno smantellamento delle sinistre montagne di spazzatura e far ritornare la civiltà in una comunità che paga la Tari tra le più alte d’Italia.

Da un lato i cittadini che non collaborano, e quelli che invece collaborano, come nel caso esposto, non trovano i servizi riportati sui dépliant che lo stesso Comune ha distribuito. Obbligati ad effettuare la raccolta differenziata secondo le modalità stabilite, ma di contro sull’altro fronte nel direttorio comunale non si capisce poco o niente nella gestione e nella raccolta dei rifiuti in generale. Ma c’è da dire che insiste l’ovvia conseguenza che, nel caso in cui gli utenti commettano degli errori, siano passibili di sanzioni. Ma il Comune di Siracusa non si è attrezzato in toto in tal senso e la quantità di rifiuti malamente smaltiti aumenta in maniera esponenziale per colpe diffuse. Insomma, confusione a iosa.

Che cosa può succedere quando è la ditta titolare dell’appalto ad omettere o ad effettuare delle operazioni non propriamente corrette? Per la giurisprudenza corrente, la mancata raccolta dei rifiuti non conforme secondo il capitolato da parte delle società appaltatrici, potrebbe configurare addirittura dei reati, come quello di interruzione di pubblico servizio, addirittura la possibilità di essere condannati per eventuali danni causati alla vita da relazione, all’immagine, nonché per i disagi. Ma, in mancanza di notizia di reato diretta, ci devono essere le denunce dei cittadini, o in subordine, delle associazioni ambientalisteBastano le segnalazioni dei disservizi, dalle quali è emerso un comportamento non consono all’appalto da parte della società appaltatrice, non propriamente corrispondente ai doveri di diligenza e correttezza che ci si aspetterebbe da una ditta che gestisce un servizio di tale rilevanza dell’igiene pubblica.

La stessa cosa deve essere attuata contro i cittadini che omettono di conferire i rifiuti in maniere non corretta, non conforme alle disposizioni comunali. Ancor di più grave per l’amministrazione comunale che costringe i cittadini-utenti a vivere tra la spazzatura vicino alla proprie abitazioni per più giorni sotto il sole cocente dell’estate in balia di animali e con lo sviluppo di puzza e miasmi insopportabili. Così come è corretto secondo le regole contestare la violazione ai cittadini sporcaccioni punirli con la sanzione.

Concetto Alota

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